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Le azioni con il «Qe» nel motore

Se il «Qe» è ricco mi ci ficco: le azioni delle banche, quelle del made in Italy e i titoli industriali, sensibili al cambio di stagione nei cicli economici dovrebbero essere in prospettiva i maggiori beneficiari della manovra annunciata giovedì scorso dalla Banca centrale europea. L’intervento «non convenzionale», tanto evocato dai mercati, alla fine è arrivato e ha battuto parecchie aspettative. Nel corso dei prossimi 18 mesi un’iniezione di liquidità da 1.140 miliardi di euro dovrebbe rivitalizzare l’economia europea, riportare la fiducia e ridare fiato all’inflazione per portarla all’ambita soglia del 2%. 
La reazione del mercato all’annuncio di Draghi è stata molto positiva, nonostante il «qe day» fosse stato preceduto da cinque sedute consecutive al rialzo dei principali listini europei. Piazza Affari è tra le migliori Borse d’Europa con un rialzo superiore all’8%. Si tratta di un riflesso delle aspettative che vedono il nostro paese come uno dei principali beneficiari del bazooka della Bce.
La presenza contemporanea di tassi di interesse bassi, cambio favorevole alle esportazioni e prezzi delle materie prime ai minimi sono una situazione che non ha precedenti nella storia dell’economia del vecchio continente e (forse) la ricetta migliore per fare uscire l’Italia dalla crisi.
I nomi
Corriere Economia ha messo in rassegna le principali società appartenenti all’indice Eurostoxx 600 suddividendole in quattro grandi categorie e selezionando una rosa di esempi tra quei nomi che dovrebbero riuscire a cavalcare meglio la benefica ondata di liquidità in arrivo. «L’introduzione del Qe – spiegano gli analisti di Goldman Sachs in un report dedicato al mercato europeo – avrà come principale conseguenza quella di abbassare il premio al rischio riconosciuto delle azioni, favorendo un rialzo delle quotazioni e un’espansione delle valutazioni». Come dire che gli investitori getteranno, dopo mesi di prudenza, il cuore oltre l’ostacolo puntando massicciamente sulla Borsa e inflazionando le quotazioni. Secondo la banca d’affari inglese i settori che beneficeranno maggiormente della riduzione del premio al rischio saranno quelli ad alto beta, ovvero finanziari e industriali ciclici.
«Restiamo positivi anche sui beni di consumo e a quello dei sensibili al dollaro che dovrebbero comportarsi meglio dei titoli legati alle materie prime e degli industriali più vulnerabili al calo della domanda dei Paesi emergenti legati al petrolio». Nella lista delle Borse preferite da Goldman ci sono quelle di Milano e di Madrid mentre tra i titoli sotto la lente emergono le italiane Atlantia, Mediaset, Intesa San Paolo, Beni Stabili, le spagnole Enagas e Bbva e la francese Sodexo.
La manovra di Draghi si pone innanzitutto l’obiettivo di fare ripartire il motore dell’economia che fatica a dare segni di vitalità. Secondo Websim.it l’impatto sull’economia italiana potrebbe essere nell’ordine dello 0,6%. Considerato che i principali uffici studi vedono il Pil italiano in crescita dello 0,4% nell’anno in corso, il Qe potrebbe spingere la performance sino all’1%. Se il contesto del ciclo si rivelerà davvero favorevole Marco Paolucci amministratore delegato di Luxgest am vede bene Pirelli, Michelin e Continental che «si avvantaggeranno sia del crollo del prezzo delle materie prime che della svalutazione dell’euro grazie all’ampio giro d’affari fuori dal vecchio continente».
Il cambio
Altra categoria con forti vantaggi è quella delle società sensibili al dollaro, come Autogrill, STM ed Airbus. «Nella pattuglia dei titoli finanziari – continua Paolucci – saranno le banche a farla da padrona che grazie al programma delineato riceveranno un forte impulso al miglioramento dei fondamentali, rendendosi nello stesso tempo parte attiva come propulsori per il miglioramento dell’economia» Attenzione però: «i benefici legati al miglioramento delle variabili macroeconomiche — conclude Paolucci — non saranno immediati sui risultati di bilancio delle società. Se quindi il flusso di notizie dei prossimi mesi non dovesse essere particolarmente soddisfacente bisogna pazientare. I risultati arriveranno più tardi perché le aziende hanno bisogno di tempo per digerire i cambiamenti».
Infine i titoli ad alto rendimento. In uno scenario di tassi zero anche su scadenze lunghe il mercato non potrà che privilegiare le società che danno garanzia di dividendi stabili e generosi nel tempo. La lista comprende principalmente società italiane dove «sono da privilegiare quelle che possono fare leva anche sulla ripresa economica come Atlantia ed Enel. Il mercato si aspetta per entrambe un rendimento medio del 3,5% sulla cedola di prossima distribuzione.
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