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Le assicurazioni vita rafforzano i presidi antiriciclaggio

Rafforzamento dei presidi antiriciclaggio per imprese e intermediari assicurativi, con un approccio basato sempre più sul rischio. È questo il leitmotiv del regolamento Ivass 44 in vigore dal 1° maggio scorso, che ha dato attuazione per il settore assicurativo all’articolo 7 del Dlgs 231/2007, modificato dal Dlgs 90/2017 di recepimento della direttiva 2015/849/Ue (quarta direttiva antiriciclaggio).

Il regolamento si applica a imprese e intermediari che operano nel ramo vita e, in particolare:

  • – alle compagnie e agli intermediari assicurativi con sede legale in Italia;
  • – alle sedi secondarie in Italia di imprese e intermediari assicurativi con sede legale in un altro Stato See nonché di imprese con sede legale in uno Stato terzo;
  • – a imprese e intermediari con sede legale in un altro Paese See stabiliti senza succursale sul territorio della Repubblica Italiana (ovvero in regime di libera prestazione di servizi).

Il regolamento (capo II, sezione II) definisce, in particolare, il ruolo e i compiti degli organi sociali, prevedendo l’obbligo di definire una policy per individuare, in modo analitico e motivato, le scelte (in termini di processo eccetera) che le imprese intendono compiere per adempiere concretamente agli obblighi antiriciclaggio. Inoltre, nell’ambito delle norme dedicate ai presidi organizzativi (capo II, sezione III), viene previsto che, per assicurarne l’indipendenza, la funzione antiriciclaggio possa direttamente interloquire con l’organo amministrativo e di controllo.

In sede di prima applicazione occorrerà adeguarsi alle nuove previsioni entro il 31 dicembre 2019, adottando le opportune delibere entro settembre 2019.

L’articolo 29 del regolamento definisce l’approccio basato sul rischio, stabilendo che l’intensità e l’estensione degli obblighi di adeguata verifica devono essere modulati a seconda del rischio di riciclaggio del cliente. Per la valutazione occorre considerare anche i fattori relativi al titolare effettivo dello stesso, al beneficiario e all’eventuale titolare effettivo di quest’ultimo. Viene inoltre confermato che la valutazione del rischio deve tenere conto unitariamente di tutti i prodotti assicurativi nei rami vita che la compagnia, le altre imprese del gruppo o gli intermediari assicurativi, hanno commercializzato o intermediato in Italia in qualunque regime, di stabilimento o libera prestazione di servizi (articolo 31, comma 7).

Una novità di particolare importanza è costituita dall’assenza di una previsione di esenzione per le fattispecie qualificate dalla legge a basso rischio. Quindi le imprese dovranno individuare quelle fattispecie ritenute a basso rischio alle quali saranno applicate misure semplificate di adeguata verifica. Pertanto l’identificazione del cliente è sempre obbligatoria, anche nei casi di rapporti continuativi a basso rischio (tra cui quelli con premio annuale o unico pari o inferiori rispettivamente a mille o 2.500 euro). Da evidenziare, infine, la possibilità che gli adempimenti a carico degli intermediari (in termini di verifica dell’identità e conservazione) vengano svolti dalle imprese, previo accordo (articolo 55, comma 2).

Davide Settembre

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