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“ Le assicurazioni sono solide ma pesa l’incognita dei Btp”

Le assicurazioni italiane, viste con gli occhi dell’autorità di vigilanza — l’Ivass — sono forti e solide, con un coefficiente di solvibilità « pari a ben oltre il doppio del dovuto». E sono anche redditizie, con utili per quasi 6 miliardi di euro e un Roe di circa il 9%. Ma anche per le compagnie, sebbene in modo diverso rispetto alle banche, c’è un problema titoli di Stato che va monitorato e in parte risolto, nei meccanismi di trasmissione della volatilità, con nuove regole europee su Solvency II. «Ci aspettiamo — e lavoreremo per ottenere correttivi » , ha detto Rossi, a proposito della revisione di Solvency partita quest’anno.
È questo il quadro tracciato ieri dall’Ivass, nella Relazione annuale sul 2017 tenuta dal presidente Salvatore Rossi. Il capo dell’Authority ha sottolineato infatti che « le compagnie italiane hanno più titoli nazionali della media » europea. Ma per ragioni tecniche legate ai meccanismi di «aggiustamento della volatilità » le compagnie italiane possono usufruire solo parzialmente delle correzioni delle oscillazioni, quando lo spread sale molto. « Terremo sotto controllo le ripercussioni sulla solvibilità delle singole compagnie » , ha detto Rossi.
Bilancio molto positivo invece sul fronte delle polizze dormienti: per questi contratti, entrati in una sorta di limbo spesso a causa della morte del sottoscrittore, sono stati rintracciate ben 190 mila polizze, con relativi pagamenti per 3,5 miliardi. Su altre 900 mila polizze sono in corso accertamenti da parte delle imprese. Rossi ha sottolineato la necessità di risolvere il problema delle polizze “ decorrelate”, vendute insieme a prestiti personali ma senza che abbiano alcuna connessione « e spesso senza che gli acquirenti se ne rendano conto». Resta alta la guardia, infine, sull’abusivismo, in particolare attraverso Internet ( oltre 100 casi in tre anni). Comunque i sottoscrittori avranno presto uno strumento in più: un arbitro assicurativo, sulla falsariga di quello bancario, che sarà istituito presso l’Ivass entro un anno.
A livello aggregato nel 2017 i premi raccolti sono stati pari a 132 miliardi, il 2,5% in meno del 2016. Il primo trimestre di quest’anno tuttavia fa segnare un’inversione di tendenza, con una crescita del 2,1% rispetto a dodici mesi prima. Il comparto che soffre di più è quello del vita (-3,6% nel 2017) soprattutto per il calo delle polizze tradizionali di ramo I, mentre i danni hanno visto crescere dell’ 1,1% la raccolta premi, nonostante nell’Rc auto il premio medio si sia ridotto, in cinque anni, del 25%: oltre 100 euro in meno nella media, sopratutto grazie all’utilizzo della “scatola nera”, con una distanza più che dimezzata tra i prezzi praticati sul territorio nazionale.
E mentre continua il processo di concentrazione del settore assicurativo, l’Ivass ha annunciato nuove regole di governance « di prossima emanazione » , mirate tra l’altro sulla composizione del cda. Già in corso, invece, gli stress test lanciati dall’Eiopa ( l’organismo europeo di vigilanza) un mese fa; in Italia, il processo riguarda i quattro maggiori gruppi; entro metà settembre i dati verranno inviati all’Eiopa e la pubblicazione dei risultati è prevista per l’inizio del prossimo anno. Infine il fintech, che sta facendo irruzione anche nelle assicurazioni. « L’innovazione va bene purché sia buona, eticamente corretta e rispettosa dell’interesse generale», ha concluso Rossi.
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