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Lch alza i margini sul debito, vola lo spread

di Leonardo Maisano

Una decisione ingiustificata, troppo sospetta per non spingere le autorità di vigilanza dei mercati, in prima linea la Consob e la Banca d'Italia, a monitorare gli effetti devastanti dell'aumento dei margini di garanzia sui titoli di Stato da parte della società anglo-francese Lch.Clearnet che funge da stanza di compensazione nelle contrattazioni tra le controparti. Non era mai accaduto nei casi precedenti di Portogallo e Irlanda che venisse modificato il costo dell'utilizzo del collaterale in modo così repentino alla rottura della soglia psicologica del 7%, avvenuta ieri mattina. Per l'Irlanda l'haircut dei margin calls è stata adottata il 17 novembre 2010, tre settimane dopo la rottura della soglia tecnica. Lo stesso è successo al Portogallo per il quale l'iniziativa della stanza di compensazione è arrivata il 27 aprile di quest'anno, tre mesi dopo il superamento del 7 per cento. Per i bond governativi italiani è stata una debacle, peggio di un downgrade erano i commenti prevalenti: tutte le scadenze, dal BoT a 12 mesi fino ai 10 anni, sono schizzate sopra il 7% mostrando una curva sostanzialmente piatta. Un tracollo avvenuto in concomitanza con l'annuncio di Lch, a cui si è adeguata la Cassa di compensazione e garanzia (Ccg), nonostante la smentita dei rumors circolati martedì. Già lo scorso settembre Lch aveva adottato una decisione simile, rientrata una settimana dopo. Per le banche i nuovi margini si traducono in costi aggiuntivi, stimati tra 4 miliardi e 8 miliardi, ma mentre gli istituti italiani si sono già adeguati, quelli esteri sarebbero la causa delle massicce vendite.

Eppure la seduta era iniziata sotto i migliori auspici all'ombra dello spread che dava segnali di ripresa a 487 punti base. Poi il crollo: in pochi minuti lo spread contro il decennale tedesco è salito al massimo storico dall'entrata dell'euro di 575 e il rendimento si è portato al 7,36% oltre la soglia psicologica che ha costretto Irlanda, Portogallo e Grecia a chiedere aiuto all'Europa. Più allarmante l'andamento delle scadenze brevi: la scadenza a due anni è salita di 96 centesimi al 7,48% e quella a cinque anni al 7,42 per cento. L'intervento della Bce ha calmierato il mercato e in serata i rendimenti del BTp 10 anni è sceso al 7,25% con lo spread sul titolo tedesco a 552 punti base. Il senso di panico che si respirava ieri ha pervaso tutti i mercati con l'Italia per un giorno fulcro della disfatta. Gli effetti si sono fatti sentire sull'euro sceso contro tutte le altre valute, persino contro il dollaro australiano. Ai massimi anche gli spread dei governativi europei: il decennale francese ha toccato il record di 146 punti base, quello spagnolo 403, l'Irlanda 617 e il Portogallo 934. I blog si sono animati di ironici commenti: «Dall'ouzo ai cannoli», esordiva l'agenzia americana Dow Jones per sottolineare come ora l'emergenza non è più la Grecia, ma l'Italia. Intanto nelle sale operative si cominciava a calcolare gli effetti di un aumento dei margini di garanzia, passati per le scadenze fino a tre mesi da un minimo dell'1% al 4,5% e con incrementi del 5% in media per tutti gli altri. «La decisione è stata presa in autonomia, in seguito alla percezione dell'accresciuto rischio», hanno precisato fonti del gruppo londinese. Nessun automatismo per il superamento di una soglia fissa, ma un intervento discrezionale che, secondo molti osservatori, è stata una delle cause dell'impennata di ieri dei tassi. «Non esprimiamo opinioni sull'andamento del mercato», hanno precisato da Lch evitando illazioni sulle possibili cause del tracollo. La decisione è stata, quindi, determinata dalla percezione di un eccessivo azzardo su operazioni relative a titoli italiani. «Quando vediamo che la liquidità cala e la volatilità cresce oltre livelli accettabili – precisano dalla sede londinese – rivediamo i margini». E questo perché è più "probabile" che la transazione non vada a buon fine.

Gli effetti immediati del nuovo scenario si stanno facendo sentire sulla liquidità: ieri gli scambi sull'interbancario si sono ridotti al lumicino facendo scendere il tasso Euribor a 3 mesi all'1,470% dall'1,474% mentre è salito l'overnight allo 0,90% dallo 0,75%. Saliti anche i prestiti overnight a 7,7 miliardi, rispetto a 1,246 miliardi di lunedì ai massimi dalla crisi Lehman, con la Bce che rischia di diventare l'unica fonte di finanziamento per il sistema. Ma il neo governatore Mario Draghi nel suo primo discorso ha avvertito di non volere trasformare la Banca centrale nell'ultima spiaggia per i governi.
 

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