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«L’azione Bce sia più trasparente»

Durante la crisi dell’euro, la Banca centrale europea ha preso alcune decisioni che hanno sconfinato nella politica, come il blocco dell’importo della liquidità di emergenza alle banche greche e il via libera alla ricapitalizzazione del Monte dei Paschi di Siena, secondo l’organizzazione non governativa anti-corruzione Transparency International, e quindi va sottoposta a maggior controllo «democratico» e adottare maggior trasparenza.
In un rapporto sulla Bce pubblicato ieri, redatto dopo numerosi contatti con la banca stessa, Transparency International riconosce che le azioni dell’istituto di Francoforte hanno salvato l’euro in più di un’occasione, ma che la Bce ha dovuto assumersi responsabilità di decisioni al di là del suo mandato di preservare la stabilità dei prezzi. «In situazioni critiche – dice il rapporto – le scelte tecnocratiche inevitabilmente diventano politiche e attraggono la Bce in negoziati che non sono coerenti con la nozione dell’indipendenza della banca centrale o della vigilanza. Ci sono solo due rimedi: maggior controllo democratico, e quindi meno indipendenza, o, dato che questo può essere non desiderabile, maggiore trasparenza nella formazione delle decisioni e nella comunicazione». Inoltre, «l’assenza di un ministro delle Finanze dell’eurozona come controparte della Bce ha portato la banca ad estendere il suo mandato fino al punto di rottura», dice Leo Hoffman-Axthelm, ricercatore dell’ong. «Perché l’euro sopravviva alla prossima crisi – afferma – gli Stati membri devono smettere di nascondersi dietro i tecnocrati, superare l’inerzia politica e riformare seriamente l’eurozona».
Transparency International cita, fra le azioni intraprese dalla Bce, l’intervento nei salvataggi dei Paesi europei in crisi e in particolare quello sulla Grecia e chiede che la banca esca dalla “troika” che conduce i negoziati con Atene. Il rapporto ricorda inoltre la decisione della Bce di bloccare l’importo della liquidità di emergenza (Ela) fornita alle banche greche nella fase più acuta della crisi e di limitare l’esposizione delle banche stesse al debito sovrano di Atene come condizione per la continuazione dell’Ela. «Se non lo avessimo fatto – ha detto alla presentazione del rapporto a Bruxelles il membro del comitato esecutivo della Bce, Benoit Coeuré – avrebbe voluto dire di fatto fornire liquidità al Governo greco, cosa che l’Eurogruppo aveva deciso di non fare. Non sarebbe stato corretto da parte nostra, sarebbe stata una violazione del divieto di finanziamento monetario e anche politicamente sbagliato». Quanto al ruolo della Bce nella troika, il banchiere centrale ricorda che è stato fissato dal punto di vista legale a livello europeo. «Non spetta alla Bce modificare questo quadro», ha sostenuto Coeuré.
Vengono menzionate inoltre dal rapporto, fra le iniziative “politiche” della Bce, le lettere “segrete” inviate ai Governi di Italia e Spagna nell’estate del 2011.
L’organizzazione avanza una serie di raccomandazioni perché la Bce venga resa più responsabile davanti alle altre istituzioni europee e adotti maggiore trasparenza, per poter conservare la propria indipendenza. «Indipendenza e responsabilità sono due facce della stessa medaglia», ha detto Coeuré, rispondendo alla domanda contenuta nel titolo del rapporto. Tuttavia, ha aggiunto, «per i politici, quando facciamo qualcosa che gli va bene, siamo indipendenti; se no, dicono che ci allarghiamo troppo».
In particolare, il rapporto chiede che la banca cerchi un accordo con l’Eurogruppo e il Parlamento europeo che indichi le procedure per l’approvazione politica di misure necessarie, ma che vanno al di là del mandato indicato dal Trattato. La Bce dovrebbe anche riferire al Parlamento europeo la sua posizione in consessi internazionali, come il Comitato di Basilea sulla vigilanza bancaria.
La Bce, in una nota, ha ricordato di aver collaborato con Transparency International e di essere sempre disponibile al dialogo e che il rapporto riconosce alcune misure già prese in termini di trasparenza e responsabilità, come la pubblicazione del resoconto delle decisioni di politica monetaria e delle agende dei membri del comitato esecutivo. Tuttavia, osserva, alcune delle raccomandazioni sono «al di fuori del mandato o non sono previste dal Trattato».

Alessandro Merli

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