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Law firm sempre più sotto stress

Gli studi legali internazionali continuano a navigare in acque incerte. Lo scenario per il mercato resta lo stesso nel quale il colosso Dewey & LeBoeuf è «affogato», diventando la Lehman Brothers del mondo legale con la presentazione di una richiesta di bancarotta negli Stati Uniti lo scorso 28 maggio.

Questo sia in Italia che all’estero.

Gli studi internazionali presenti nel mercato domestico sono negli ultimi mesi stati protagonisti di numerosi passaggi di poltrona e negoziazioni nei contratti di collaborazione. Nel mirino della stampa è finito per il momento Freshfields, dove secondo rumour di mercato, ufficialmente smentiti, sarebbero prossime diverse uscite di calibro, tra cui quelle dei soci Mario Ortu, Nicola Barra Caracciolo ed Enrico Bazzano.

Tra le ragioni della prossima uscita, per il momento non confermata dallo studio, ci sarebbe un mancato accordo sulla retribuzione dei soci, complicato dai limitati budget in tempo di crisi.

A livello internazionali infatti, lo studio ha reso più severi i controlli sull’operato dei soci, chiedendo loro di fornire business plan e appraisal regolari. Chiamati in gergo «reviews 360» questi controlli vengono condotti dai soci sui soci su tutti gli aspetti del loro lavoro.

Allo stesso tempo, lo studio ha messo in pratica altri strumenti di sviluppo del business anche sul fronte dell’immagine, e ha preso la decisione di introdurre una quota rosa nella partnership per promuovere la diversity e la presenza femminile in studio.

Freshfields non è il solo ad avere introdotto questi controlli, sia per quanto riguarda le quote rosa che il controllo del lavoro e della produttività dei soci. Il rivale inglese Linklaters ha per esempio chiesto recentemente ai soci di mettere nero su bianco i loro business plan, con dettagli relativi ai clienti e alle strategie per attrarre nuovi mandati.

Norton Rose ha invece dei comitati interni incaricati di valutare la performance periodica dei soci, e la maggior parte degli studi d’affari ha condotto dei tagli nella partnership negli ultimi mesi relativa ai soci non in grado di soddisfare i parametri prestabiliti.

Clifford Chance starebbe addirittura valutando l’introduzione di un meccanismo semplificato per l’uscita dei soci con performance non soddisfacenti.

Secondo indiscrezioni di stampa, lo studio vorrebbe eliminare il periodo di 9-12 mesi durante il quale i soci che non hanno superato la review hanno una seconda chance.

Nel nuovo sistema, i soci avrebbero un periodo di uscita di tre mesi, con sei settimane di preavviso prima di dover lasciare lo studio.

Intanto, per evitare di dover fare ricorso ai dolorosi tagli, il management dello studio ha chiesto ai soci di massimizzare i contatti con il mondo aziendale, sviluppando il referral tra i vari dipartimenti e mettendo a frutto il brand dello studio a livello internazionale.

La strategia sarebbe quella di ampliare al settore corporate il lavoro fatto con i clienti sul fronte finanziario. Infine, nuove opportunità di crescita potrebbero arrivare dagli uffici americani dello studio oltre che da un piano a lungo termine per lo sviluppo della presenza in Asia.

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