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L’avvocato non sfugge al registro

Spetta all’avvocato pagare l’imposta di registro, in misura fissa, sul mandato indicato nel decreto ingiuntivo ottenuto per il pagamento del proprio compenso.

Questo è quanto ha chiarito la sezione tributaria civile della Corte di cassazione nell’ordinanza numero 19408 del 2021, intervenendo sul ricorso di un legale avverso la pronuncia di primo grado. In particolare, in sede di censura il libero professionista lamentava il fatto che nel decreto «non era stato enunciato alcun atto assoggettabile ad imposta».

Di diverso avviso sono stati i giudici di legittimità a parere dei quali il ricorso andava rigettato con condanna al pagamento delle spese: l’atto enunciato nel decreto ingiuntivo, spiegano sul punto, è «l’atto di “conferimento d’incarico”»; si tratta più precisamente di un «contratto di patrocinio soggetto ad imposta di registro, in misura fissa».about:blank

Vi è «distinzione» ed «autonomia» tra la procura alle liti ed il contratto di patrocinio: «la prima è un negozio unilaterale con il quale il difensore viene designato a rappresentare la parte in giudizio esercitando i poteri a tal fine previsti dalla legge; il secondo è un contratto di prestazione d’opera professionale con cui il legale viene incaricato di svolgere la propria attività in favore della parte».

La conclusione del contratto di patrocinio è indipendente dal rilascio di una procura ad litem, così come il rilascio della procura non implica «necessariamente l’esistenza di un sottostante rapporto di patrocinio».

A nulla è valso al ricorrente richiamare la sentenza numero 28559 del 2019 dove fu considerato non tassabile il contratto d’opera professionale in relazione al quale era stato ottenuto un decreto ingiuntivo, dal momento che si trattava di contratto che «costituiva solamente “un implicito presupposto logico” dell’ingiunzione»: «per potersi configurare la enunciazione, è necessario che nell’atto sottoposto a registrazione vi sia espresso richiamo al negozio posto in essere, sia che si tratti di atto scritto o di contratto verbale, con specifica menzione di tutti gli elementi costitutivi di esso che servono ad identificarne la natura ed il contenuto in modo tale che lo stesso potrebbe essere registrato come atto a sé stante».

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