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L’avvocato non paga Irap

L’avvocato che svolge attività di amministratore di società non paga l’Irap. Infatti, per ottenere il prelievo, l’amministrazione finanziaria dovrebbe dimostrare il supporto del suo studio legale.

È quanto affermato dalla Corte di cassazione che, con la sentenza n. 21228 del 28 novembre 2012, ha accolto il ricorso del professionista.

Dunque i Supremi giudici hanno bocciato la decisione della commissione tributaria regionale di Bolzano che aveva negato il diritto al rimborso dell’imposta perché il legale svolgeva attività di amministratore di una srl e quindi poteva ritenersi strutturato.

Una tesi, questa, che non è piaciuta alla Cassazione che, ribaltando il verdetto di merito ha stabilito che il professionista operi contemporaneamente come amministratore di una società e con attività in proprio autonomamente organizzata, è soggetto ad Irap per la parte di guadagni realizzati utilizzando la propria organizzazione. Non per il resto.

Un principio simile la Cassazione lo aveva già affermato l’anno scorso con la sentenza n. 15803, ma quella volta, in relazione alle attività di un commercialista. In particolare ad avviso della sezione tributaria paga l’Irap il commercialista che svolge attività di sindaco presso una società e si appoggia allo studio associato.

In quell’occasione dalle indagini dell’ufficio delle imposte era emerso che il professionista si «appoggiava» a uno studio associato, sfruttandone quindi il personale e i mezzi.

Per questo la sezione tributaria ha ribaltato il verdetto di merito valorizzando che, dati alla mano, il contribuente «beni strumentali in misura eccedente il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività professionale». Ciò in emerge, dice ancora il Collegio di legittimità, dalla dichiarazione annuale del professionista per l’anno 2001, in cui alla voce costi inerenti all’attività esercitata era presente un valore pari a 48.927,00 euro. Non solo, dice la Cassazione. La sua organizzazione emerge inoltre dalla «fruizione di uno studio commerciale associato di dottori commercialisti e ragionieri il quale si avvale costantemente e continuativamente del lavoro di dipendenti, con prestazioni remunerate per euro 33.285,00 a riprova di un’organizzazione complessa».

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