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L’avvocato è più libero sull’Irap

L’avvocato può rifiutare il versamento dell’Irap, per l’assenza di autonoma organizzazione, anche se l’ha dichiarata lui stesso. In altre parole, ecco l’importante novità, il professionista non è tenuto prima a pagare l’imposta e poi a chiedere il rimborso. La cartella emessa sulla base della liquidazione automatica è impugnabile anche per vizi sostanziali e non solo formali.

È quanto affermato dalla Corte di cassazione che, con l’ordinanza n. 18581 del 30 giugno 2021, ha accolto il ricorso di un legale.

Il caso riguarda un piccolo professionista che aveva prima dichiarato l’Irap e poi si era reso conto di non essere tenuto al versamento del tributo in quanto privo di autonoma organizzazione. Ma il fisco aveva emesso la cartella di pagamento sulla base della liquidazione automatica.

A questo punto l’uomo l’ha impugnata sostenendo di non possedere l’autonoma organizzazione. I giudici di merito gli hanno dato torto perché, a loro avviso, avrebbe prima dovuto versare il tributo e poi chiedere il rimborso.

Ora la Suprema corte ha ribaltato il verdetto spiegando che la dichiarazione del redditi non è una dichiarazione di volontà, ma una dichiarazione di scienza, emendabile e ritrattabile, con la conseguenza che il contribuente è sempre ammesso, in sede contenziosa, a provare che l’originaria dichiarazione era viziata da un errore di fatto o di diritto e che il presupposto impositivo non era sussistente.

Inoltre, ove ciò accada, in applicazione delle regole generali sulla ripartizione dell’onere della prova stabilite dall’art. 2697 cc, spetta al contribuente che «ritratta» la propria dichiarazione dimostrare il fatto impeditivo dell’obbligazione tributaria (asserita mancanza del presupposto impositivo dell’autonoma organizzazione).

Ora gli atti della causa torneranno alla Ctr di Milano dove un diverso Collegio dovrà rivalutare il caso e annullare eventualmente il debito Irap laddove ritenga che non vi sia autonoma organizzazione. La decisione potrebbe rappresentare un costo alto per l’Erario perché molti piccoli professionisti potrebbero decidere di non versare l’Irap invece che chiedere il rimborso successivamente.

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