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L’avviso è esecutivo ma il pagamento slitta

di Carlo Nocera

Nel nuovo regime degli accertamenti esecutivi il momento fondamentale del procedimento, per contribuente ed Entrate, è rappresentato dal pagamento delle imposte provvisoriamente dovute in attesa di giudizio: la legge prevede che questo momento coincida con la data di presentazione del ricorso da parte del contribuente, evidenziando da subito la possibile "mobilità" del termine.

Infatti, visto che la normativa permette di differire il momento dell'impugnazione conseguentemente slitterà anche la data entro la quale occorre versare le somme richieste con l'atto: ovviamente, il tutto subordinato alla sussistenza delle condizioni che permettono di allungare i tempi per la notifica del ricorso. La legge, però, fa riferimento alla presentazione del ricorso e non alla data di costituzione in giudizio: quindi l'obbligo di pagamento scatta il giorno in cui l'atto di impugnazione è stato notificato all'Agenzia, a nulla rilevando la successiva data di costituzione in giudizio da effettuare presso la competente Commissione tributaria entro i 30 giorni successivi.

L'accertamento con adesione

Questa possibilità è dunque legata alle variabili rappresentate dalla sospensione dei termini di impugnativa per 90 giorni, in caso di presentazione dell'istanza di accertamento con adesione, e dalla sospensione dei termini processuali, prevista annualmente dal 1° agosto al 15 settembre. Partiamo dalla prima, accordabile a condizione che l'atto notificato non sia stato preceduto dall'«invito a comparire», di cui all'articolo 5 del Dlgs 218/97. Proprio quest'ultima circostanza preclude la presentazione del l'istanza laddove l'Ufficio, prima di procedere alla notifica del l'atto impositivo, abbia convocato il contribuente per un tentativo di definizione anche in assenza della formalizzazione della pretesa: può essere il caso, solo per fare un esempio, degli accertamenti da studi di settore o dei "nuovi" accertamenti sintetici, per i quali la legge prevede la preventiva obbligatoria convocazione del contribuente, ma anche di tutti i casi in cui l'ufficio, di sua sponte e in ragione di elementi che lo pongono in condizione di materializzare una pretesa, procede comunque a "convocare" il contribuente.

Va però prestata attenzione alla "decodifica" degli inviti che il fisco rivolge ai contribuenti, al fine di evitare di incorrere in valutazioni non corrette circa la possibilità di presentare l'istanza di accertamento con adesione: ad esempio, una richiesta di informazioni circa gli elementi indice di capacità contributiva relativamente al "vecchio" redditometro o la richiesta di fornire spiegazioni su movimentazioni bancarie nell'ambito di un'indagine finanziaria, non costituiscono condizione preclusiva al l'istanza di adesione, in quanto non si tratta dell'esercizio della facoltà di cui all'articolo 5 del Dlgs 218/97.

Pertanto, fatta eccezione per le circostanze descritte, la semplice presentazione dell'istanza di accertamento con adesione, promossa entro i 60 giorni successivi alla notifica dell'atto, sortisce l'effetto di sospendere i termini di impugnazione per tre mesi, facendo slittare la data di possibile presentazione del ricorso, e quindi del pagamento, a 150 giorni dalla data di notifica dell'atto.

Sul punto va ricordato che i 90 giorni di sospensione spettano senza condizioni – a nulla rilevando l'esito del contraddittorio – come hanno più volte affermato l'Agenzia, la Cassazione e, da ultimo, anche la Corte costituzionale: il che lascia immaginare che, con il nuovo regime, la presentazione dell'istanza sarà una regola applicata sistematicamente dal contribuente anche soltanto per ottenere il differimento dei termini.

Sospensione annuale

Decisamente diversa, non fosse altro perché non prevede alcuna istanza, la sospensione annuale dei termini processuali, dal 1° agosto al 15 settembre: se il termine per l'impugnazione ricade in questo lasso temporale è possibile fruire "automaticamente" di 46 giorni ulteriori per presentare ricorso e, al contempo, pagare, dilatando il termine da 60 a 106 giorni dalla notifica dell'atto. Va, inoltre, prestata attenzione alla circostanza che questo termine può essere anche "cumulato" con quello previsto in caso di presentazione dell'istanza di accertamento con adesione, il che si traduce nella possibilità di differire ricorso e pagamento anche di 196 giorni (60 + 90 + 46). Quindi, per esempio, un atto esecutivo notificato il 4 marzo 2012, per il quale è possibile presentare l'istanza di accertamento con adesione, potrà essere impugnato il 16 settembre e, alla stessa data, si potrà pagare l'imposta provvisoriamente dovuta.

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