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Lavoro di squadra per il 110%

Il superbonus del 110% è una sfida per le professioni intellettuali. Per portare a casa il supersconto fiscale sono infatti necessarie più competenze tecniche e professionali e la capacità di lavorare in squadra. Per gli interventi di più ampia portata per i quali è prevista la cessione del credito o lo sconto in fattura, è la stessa norma a prevedere che siano messe in campo più capacità professionali in grado di assistere i soggetti beneficiari in ognuna delle fasi in cui l’operazione si compone. Le professionalità in oggetto spaziano da quelle dell’ambito prettamente tecnico edilizio per passare poi all’ambito finanziario e giuridico tributario.

L’obbligo di redigere asseverazioni tecniche, valutazioni sulla congruità delle spese e degli interventi effettuati, di apporre il visto di conformità in ordine alla correttezza documentale e alla effettiva spettanza e misura del super bonus impongono la necessità che attorno a tale operazione si metta al lavoro, fin da subito, una variegata squadra di professionisti e imprese che dovranno coordinarsi tra di loro per raggiungere i risultati prefissati.

Tenuto conto della complessità della normativa, delle varie prese di posizione da parte dell’Agenzia delle entrate in ordine alla concreta fruibilità del super bonus, niente può essere dunque lasciato al caso o improvvisato.

Sotto questo punto di vista l’accesso al superbonus si presenta come una occasione non solo per i soggetti che possono effettuare interventi sugli immobili a costo zero, o quasi, ma anche per tutta una serie di professionisti che, se sapranno mettere a frutto le loro capacità e se saranno in grado di fare «rete» fra di loro, potranno ricavare ottime soddisfazioni, anche economiche, dal lavoro svolto.

Sotto questo ultimo profilo non bisogna infatti dimenticare che le buona parte dei costi per le attività professionali necessarie all’accesso al super bonus formeranno, esse stesse, parte della spesa agevolabile.

Nella circolare n. 24/E dell’8 agosto scorso l’Agenzia delle entrate ha infatti precisato che risultano detraibili nella misura del 110% e nei limiti previsti per ciascun intervento effettuato, anche le spese professionali relative al rilascio delle asseverazioni, delle attestazioni e del visto di conformità richiesto dalla norma istitutiva del superbonus.

Ma oltre a tali spese potranno rientrare nell’importo detraibile al 110% anche altri costi per prestazioni professionali connesse o comunque richieste dalla tipologia di lavori da effettuare.

La circolare in commento indica, a titolo di esempio, prestazioni professionali quali: l’effettuazioni di perizie e sopralluoghi, spese preliminari per la progettazione, l’ispezione e la prospezione. È del tutto evidente pertanto che a tali spese se ne potranno aggiungere anche altre purché necessarie e inerenti all’effettuazione dei lavori ed all’ottenimento del superbonus.

Ciò premesso vediamo quali professionalità dovranno essere messe in campo, fin da subito, per poter procedere con tranquillità e sicurezza nell’effettuazione degli interventi che danno diritto al superbonus del 110%.

 

Professionalità tecnico-edilizie. Per come risulta strutturata la norma istitutiva del superbonus non c’è dubbio che la parte del leone dal punto di vista delle attribuzioni professionali, non potrà che essere esercitata da chi è in possesso di specifiche competenze di natura tecnica nell’ambito dei lavori edilizi.

Il riferimento è ovviamente a tutte quelle figure professionali che potranno svolgere un ruolo di primo piano sia in ordine alla fattibilità e alla tipologia di interventi effettuabili, sia in relazione alle successive attività di asseverazione e attestazione richieste dall’articolo 119 del decreto Rilancio (dl 34/2020).

Facendo sempre riferimento alla circolare n. 24/E le figure professionali in questione possono essere identificate nei tecnici abilitati al rilascio delle asseverazioni ai fini degli interventi di efficientamento energetico, nonché ai professionisti in possesso dei titoli necessari per svolgere le attività di progettazione, anche strutturale, direzione dei lavori, collaudo delle strutture e della statica degli edifici ecc.

Nell’ipotesi di opzione per la cessione del super bonus o per lo sconto in fattura a queste specifiche figure professionali verranno richieste anche specifiche attestazioni di congruità in relazione alle spese sostenute in relazione ai singoli interventi agevolati. Questo significa che occorrerà attestare anche la congruità delle spese professionali (di progettazione, di direzione dei lavori, di collaudo ecc.) che concorrano alla formazione dell’importo complessivo della spesa agevolabile al 110%.

Quest’ultimo aspetto introduce un tema, sul quale sarà opportuno riflettere attentamente al momento del conferimento dei vari incarichi professionali, relativo alla indipendenza dell’asseveratore e dell’attestatore rispetto ai progettisti o ai direttori e responsabili del cantiere e dei lavori.

A queste figure professionali vanno necessariamente aggiunte quelle relative alle imprese che dovranno effettuare gli interventi che dovranno essere attentamente individuate e coordinate nel corso delle singole operazioni.

Oltre agli aspetti prettamente tecnici degli interventi da effettuare, i progettisti e i coordinatori dei lavori dovranno tenere in attenta considerazione anche il fattore tempo. Il superbonus prevede infatti come termine di decadenza il 31 dicembre 2021 che per determinate tipologie di lavori (si pensi, ad esempio, a quelli di messa in sicurezza sismica di edifici complessi formati da più unità immobiliari) potrebbe rivelarsi perfino troppo stretto.

 

Professionalità giuridico-tributarie. Il superbonus del 110% è una agevolazione di natura prettamente fiscale per cui è naturale che un ruolo importante sia giocato anche da quelle professionalità che hanno a che fare con tale complessa materia.

Attenzione, però: rispetto alle normali agevolazioni fiscali vigenti da anni in relazione ad alcune tipologie di interventi edilizi, il 110% richiede il coinvolgimento di tali professionalità fin da subito. Tenuto conto della complessità delle disposizioni e delle interpretazioni fornite sulla materia dall’amministrazione finanziaria, non è infatti possibile ipotizzare di coinvolgere gli esperti fiscali solo una volta terminati i lavori.

Quando si procederà con l’opzione per la cessione o per lo sconto in fattura l’incarico a un professionista abilitato al rilascio del visto di conformità si renderà obbligatorio ma anche nelle altre ipotesi, tenuto conto anche dell’impatto fiscale che il superbonus può avere, è assolutamente necessario che tali competenze professionali sia allertate fin da subito ossia già al momento dello studio di fattibilità degli interventi.

Tornando alla più volte citata circolare n. 24/E in merito al visto di conformità viene ribadito che lo stesso potrà essere rilasciato soltanto dalle seguenti categorie: dottori commercialisti, ragionieri, periti commerciali, consulenti del lavoro e responsabili dell’assistenza fiscale dei Caf.

Questi soggetti, si legge ancora nella circolare, oltre a confermare con il visto rilasciato, i dati relativi alla documentazione esaminata e la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d’imposta, sono tenuti anche a «… verificare la presenza delle asseverazioni e delle attestazioni rilasciate dai professionisti incaricati».

Vista tale responsabilità è impossibile quindi non coinvolgere fin da subito queste figure professionali. Ogni passaggio e ogni criticità che potrebbe verificarsi dal punto di vista operativo e documentale (si pensi, tanto per fare un esempio, alle ipotesi di pagamenti da effettuare da parte di più soggetti aventi diritto alla detrazione fiscale) necessita del parere e del supporto di tali professionisti.

Insomma la detrazione del 110% contenuta nel decreto Rilancio non è solo un’opportunità per i possessori di immobili e i condomini. È anche una sfida per molte categorie professionali chiamate ad agire con scrupolosità e con la capacità di fare squadra.

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