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Lavoro e scuola, un’ora e mezza ai genitori per seguire i figli in Dad

Un’ora e mezzo di disconnessione dal lavoro, senza perdere un euro di stipendio. Lo prevede l’accordo firmato giovedì scorso tra Autostrade per l’Italia e i sindacati di categoria di Cgil, Cisl, Uil, Cisal e Ugl, che riconosce ai lavoratori della società in smart working e con figli costretti alla Dad, la didattica a distanza, di potersi staccare temporaneamente dalle connessioni di computer e telefonino per seguire appunto i figli. L’intesa, spiega l’azienda, riguarda una platea potenziale di circa 5 mila dipendenti che possono svolgere le loro mansioni da casa su un totale di 8.800. Questi 5 mila svolgono smart working a rotazione alternando lavoro da casa (attualmente sono circa duemila) con la presenza in sede almeno un giorno a settimana. L’accordo, dice Roberto Tomasi, amministratore delegato di Aspi, «rappresenta un unicum a livello nazionale. Il nostro intento è dare supporto ai lavoratori e alle loro famiglie».

Il testo prevede che, «dal 22 marzo, in via sperimentale e per la durata di un mese, l’azienda riconoscerà al personale non operativo in lavoro da remoto il diritto alla disconnessione per un massimo di 1,5 ore giornaliere per assistere i figli nella didattica a distanza. Tale diritto potrà essere esercitato nella fascia oraria mattutina, dalle 8 alle 13, per ogni giorno della settimana». Se i figli avessero la Dad nel pomeriggio, i lavoratori potranno concordare con l’azienda la disconnessione pomeridiana. «Il tutto all’insegna della massima flessibilità», dice Gian Luca Orefice, direttore delle Risorse umane di Aspi. «Il dipendente, nella prestazione in lavoro agile, dovrà osservare il proprio normale orario di lavoro» e dunque non ci sarà alcuna riduzione di stipendio. L’iniziativa, si legge ancora, «si muove nel segno della bi-genitorialità» e quindi è indirizzata sia a padri sia alle madri per «dare senso e sostanza al più generale diritto alla disconnessione». Un problema sentito in particolare dai chi appunto ha i figli in Dad. Tra un mese, finita la sperimentazione, le parti valuteranno come andare avanti e «ulteriori azioni di miglioramento della conciliazione vita-lavoro».

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