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Lavoro, il passo indietro di maggio. Risale la disoccupazione (11,3%)

Continua l’altalena dell’occupazione. A maggio, dice l’Istat, gli occupati sono scesi di 51 mila rispetto ad aprile (-0,2%), fermandosi a 22 milioni 923 mila, dopo il forte incremento di aprile. Il calo interessa tutte le classi di età tranne gli ultracinquantenni, dove continuano a farsi sentire gli effetti della riforma delle pensioni. Diminuiscono i lavoratori autonomi e i dipendenti a tempo indeterminato mentre aumentano i lavoratori a termine. Se però si amplia il periodo il quadro migliora.

Nel trimestre marzo-maggio gli occupati aumentano infatti di 65 mila (+0,3%) sul trimestre precedente. Rispetto a maggio 2016 l’incremento sale a 141 mila unità (+0,6%), anche se questa crescita è trainata dai contratti a termine (+199 mila) più che da quelli a tempo indeterminato (+114 mila) mentre calano di 172 mila i lavoratori autonomi. Su base annua, inoltre, risalta ancora di più il forte aumento degli occupati con più di 50 anni (+407 mila) a fronte di un calo in tutte le altre classi d’età.

Insomma, un quadro contraddittorio. La decontribuzione sulle assunzioni a tempo indeterminato ha favorito, insieme con l’aumento dell’età per la pensione, una crescita dell’occupazione. Ma ora, con l’esaurirsi degli sgravi, ecco la frenata e il ritorno al prevalere dei contratti a termine mentre anche la disoccupazione rialza la testa. Dopo il forte calo di aprile, le persone in cerca di occupazione a maggio sono aumentate di 44 mila (+1,5%), sfiorando i 3 milioni (2.927.000). Anche qui, la crescita riguarda tutte le fasce d’età ad eccezione degli ultracinquantenni. Il tasso di disoccupazione sale all’11,3%, quello giovanile (15-24 anni) al 37%, anche se va sempre precisato che il dato è gonfiato dalla massiccia presenza di studenti. Anche qui, allargando l’analisi al trimestre marzo-maggio la situazione migliora, con un calo di 90 mila disoccupati rispetto al trimestre precedente. Su base annua calano anche gli inattivi di 129 mila unità.

Al di là dell’andamento altalenante restano le anomalie di fondo. Un tasso di occupazione che benché salito di alcuni punti negli ultimi anni, si attesta al 57,7%, ben sotto la media Ue. Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, è ottimista: «La diminuzione degli occupati a maggio non muta le tendenze di medio-lungo periodo che evidenziano la crescita degli occupati e la diminuzione dei disoccupati. Bisogna ora concentrare gli interventi contro il troppo elevato tasso di disoccupazione giovanile». Il governo sta lavorando a sgravi triennali sulle assunzioni a tempo indeterminato degli under 35. Ma l’ex ministro del Lavoro, Cesare Damiano (Pd), non è convinto: «Gli incentivi triennali drogano il mercato del lavoro, meglio che siano più bassi ma strutturali».

Enrico Marro

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