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Lavoro, la frenata di Fornero: cambia solo se ci sono i fondi

ROMA — E’ durato meno di 24 ore l’accordo di maggioranza sulle 10 modifiche alla riforma del mercato del lavoro, approvata a fine giugno. Il tempo che il ministro Elsa Fornero opponesse le proprie perplessità sulla possibile copertura degli emendamenti: «Stiamo lavorando. Il momento è delicato, è bene non anticipare nulla», si è limitata a dire, e in nessun modo ha voluto commentare la presa di posizione dei partiti.
Intanto il nodo delle risorse crea allarme anche sulla nascita della SuperInps: l’accorpamento dell’istituto con l’Inpdap provocherebbe nel breve periodo, secondo il Consiglio di vigilanza che ieri ha approvato la prima nota di variazione di bilancio 2012, «un problema di sostenibilità dell’intero sistema pensionistico pubblico», con conseguenze sulle prestazioni. Con l’incorporazione l’incidenza della spesa per prestazioni sul Pil «si attesta al 19,22%» nel 2012 rispetto al previsto 13,79%.
Tornando alla riforma del lavoro, oggi verrà vagliata l’ammissibilità degli emendamenti che saranno inseriti nel decreto Sviluppo (in totale le proposte di modifica sono 1.900). Al ministero stanno valutando la copertura finanziaria delle modifiche richieste: a sentire i proponenti, i due punti più a rischio riguardano l’abbassamento al 27% dell’aliquota contributiva per le partite Iva, elevate al 33% dalla riforma, e il rinvio al 2014 dell’Aspi, l’assicurazione sociale per l’impiego che sostituirà tutti gli ammortizzatori sociali, caldeggiato in particolar modo dalla parte del Pd vicina alla Cgil. L’ex ministro del lavoro Cesare Damiano, che rappresenta questa posizione, ha ricordato a Fornero «gli impegni di Monti», alle «modifiche sugli ammortizzatori e la flessibilità in entrata. Il pacchetto degli emendamenti non è una mela, non si può dividere», sostiene. Ma anche nel partito c’è ancora una discussione aperta. «Vediamo», mette le mani avanti Treu, spiegando però che questa è la sua posizione a titolo personale: «Fornero non intende cambiarla perché è un punto qualificante della riforma, che tra l’altro allarga la copertura agli apprendisti. E anche io sono d’accordo». «Studiamo una soluzione e spero che alla fine la ragionevolezza prevalga»: Cazzola passa l’onere dell’accordo al Pd, facendo notare come tra l’altro il rinvio dell’Aspi non era tra i punti dell’avviso comune inviato dalla parti sociali la scorsa settimana a parlamentari e al ministro. Un testo tra l’altro mai condiviso dalla Fiom, tanto che ieri il segretario dei metalmeccanici Cgil, Maurizio Landini, dopo aver ribadito di non «accettare che le discussioni sull’articolo 18, o sulle pensioni, finiscano così», ha annunciato di voler raccogliere firme per un referendum abrogativo «delle leggi ingiuste varate da questo Governo».
Ieri è stato presentato il rapporto Inail sulla sicurezza sul lavoro considerato da Fornero «un fattore produttivo» su cui intende impegnarsi. I dati dell’istituto segnalano che continua la riduzione degli incidenti, nel 2011, le vittime sono state 920 (-5,4%), il numero più basso mai registrato, (973 nel 2010); in calo anche gli infortuni: 725 mila, -6,6% rispetto al 2010. Ma il presidente Massimo De Felice non si ritiene troppo confortato dal calo delle morti bianche perché, spiega, la diminuzione «ha l’effettiva determinante nella componente in strada» e non significa «miglioramento della sicurezza degli ambienti di lavoro».

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