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Lavoro, il governo convoca Gkn «Licenziamenti, no al Far West»

«Noi abbiamo in mente di fare il West, non il Far West». Cinquecentosettantaquattro persone licenziate via mail appena sbloccati i licenziamenti: 152 dipendenti della Gianetti Ruote di Ceriano Laghetto, in Brianza, e 422 della Gkn di Campi Bisenzio (Firenze). «Licenziamenti inevitabili», dice il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, «ma non in questo modo». Perciò per giovedì il governo ha convocato un tavolo al Mise con il ministero del Lavoro, azienda e parti sociali per affrontare intanto la vertenza Gkn. Ma potrebbe essere solo un primo passo. Perché sindacati ed enti locali temono nuovi casi e invocano l’intervento del governo. Lo sblocco dei licenziamenti dal primo luglio dopo quasi 500 giorni fa temere l’effetto valanga e questo nonostante governo, sindacati e Confindustria lo scorso 29 giugno abbiano trovato un accordo che impegna le aziende a utilizzare tutti gli ammortizzatori sociali a disposizione.

Dal fondo inglese Melrose che possiede la toscana Gkn, il ministro del Lavoro Andrea Orlando ha ottenuto la promessa «che nella crisi in atto sia scrupolosamente seguita la garanzia prevista dalla legge 223/91, quindi l’avvio del confronto con le parti sociali». Ma i sindacati non si fidano. «Il governo ha sbagliato — dice la segretaria Fiom Cgil Francesca Re David —, noi avevamo detto che i licenziamenti non andavano sbloccati: il tema non erano le crisi ma tutte le riorganizzazioni, perché prima bisogna avere una politica su come affrontarle». Il problema, sottolinea Re David, «è che ci troviamo di fronte a fondi cui non importa niente di Draghi né di Bonomi né di Landini, loro licenziano per andare a produrre da un’altra parte». Il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri invoca il «rispetto delle persone e del lavoro: l’accordo impegna tutti e noi ci aspettiamo un intervento del presidente Draghi con l’attivazione della cabina di regia, ma anche di Confindustria che potrebbe mettere fuori dall’associazione aziende che si comportano in modo difforme dall’intesa».

Intanto il governatore della Toscana Eugenio Giani, che accusa il fondo inglese Melrose di «cinismo estremo» e «procedura di estrema arroganza», chiede al governo di sospendere il blocco dei licenziamenti alla Gkn, mentre il sindaco di Campi Bisenzio Emiliano Fossi vieta ai tir di avvicinarsi alla Gkn per evitare lo smantellamento della fabbrica.

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