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Lavoro, Germania controcorrente

Il mercato del lavoro in Germania sfida la recessione nel resto dell’eurozona e la frenata della stessa economia tedesca alla fine del 2012 e manda un altro segnale che la ripresa è già in arrivo.
Il numero dei disoccupati è calato nel mese di febbraio di 3mila unità a 2,92 milioni, mentre i mercati finanziari si aspettavano un andamento stabile o anche un leggero rialzo. Il tasso di disoccupazione è rimasto stabile, per il quinto mese consecutivo, al 6,9%, a fronte di un aumento in quasi tutti gli altri Paesi dell’area dell’euro (il dato armonizzato, in base ai criteri Ilo, è del 5,3%). L’occupazione è cresciuta di 25mila unità a 41,735 milioni.
«Il mercato del lavoro tedesco – dice Eckart Tuchtfeld, economista di Commerzbank – ha affrontato bene il calo dell’attività economica dell’autunno scorso. Nel 2013 ci aspettiamo un ulteriore miglioramento».
Le buone notizie sul fronte occupazionale hanno indotto la Ig Metall, il sindacato dei matalmeccanici, ad avanzare richieste di aumenti del 5,5%, molto al di sopra dell’inflazione, che, secondo i dati preliminari pubblicati ieri, si è collocata a febbraio all’1,8%, in calo rispetto all’1,9% di gennaio.
Le rivendicazioni iniziali peraltro sono state spesso ridimensionate negli ultimi mesi nei negoziati delle altre categorie, che, ricorda Jennifer McKeown, di Capital Economics, hanno ottenuto fra il 2 e il 3,3%. La tenuta dell’occupazione e l’aumento dei salari dovrebbero contribuire a sostenere i consumi nel corso del 2013. Tra l’altro, alcune imprese, come il colosso automobilistico Volkswagen, che ha concesso un bonus di 7.200 euro legato alla performance ai lavoratori delle sue fabbriche tedesche, hanno scelto di premiare i dipendenti per i successi dello scorso anno.
L’andamento del mercato del lavoro è l’ennesimo segnale, nel giro degli ultimi giorni, che la ripresa dell’economia tedesca è già in atto: vanno tutti in questa direzione gli indici Ifo della fiducia delle imprese, lo Zew della fiducia degli investitori e quello Gfk sui consumi. Il centro studi Diw, di Berlino, ha pubblicato ieri le sue previsioni secondo cui il prodotto interno lordo crescerà dello 0,3% questo trimestre, dopo la contrazione dello 0,6% degli ultimi tre mesi dell’anno scorso.
L’inflazione è inferiore al 2%, dentro quindi gli obiettivi della Banca centrale europea («sotto, ma vicino al 2%»), e nel corso di quest’anno dovrebbe scendere ulteriormente, all’1,5%, secondo le previsioni della Bundesbank, per la quale salirà marginalmente, all’1,6% nel 2014. La Bce pubblicherà la settimana prossima le proprie previsioni riviste per la crescita e l’inflazione nell’eurozona. La discesa dell’inflazione (che, nelle stime di dicembre dell’Eurotower, dovrebbe scendere dal 2% attuale all’1,6% nel 2013 e all’1,4% nel 2014, quindi nettamente al di sotto dell’obiettivo) potrebbe aprire qualche spazio per un taglio dei tassi d’interessi, fermi allo 0,75% dal luglio scorso. Ma la ripresa tedesca già in corso potrebbe irrigidire l’opposizione della Bundesbank a un eventuale allentamento della politica monetaria rispetto a un paio di mesi fa.
L’unico dato controcorrente sulla crescita dell’economia tedesca sono gli ordini di macchine utensili, scesi del 2% a gennaio, secondo l’associazione di settore Vdma. Preoccupante l’andamento della domanda interna, calata del 7%, mentre gli ordini dall’estero sono aumentati dell’1%.
Le cifre sembrano confermare le indicazioni di una perdurante stagnazione degli investimenti, segnalato da tempo dall’Ocse come uno dei principali punti deboli dell’economia tedesca. Per la Vdma, la produzione del settore dovrebbe aumentare nell’intero 2013 del 2% circa.

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