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Lavoro, il fondo Sure è operativo In arrivo i 27 miliardi per l’Italia

Lo strumento Sure – utilizzato dai Paesi europei per finanziare gli ammortizzatori per fronteggiare l’epidemia da Coronavirus – è pronto per diventare operativo.

Lo ha annunciato il commissario all’Economia, Paolo Gentiloni, che ha scritto al presidente di turno dell’Ecofin, Olaf Scholz per «confermare che tutti gli Stati membri hanno fornito le garanzie bilaterali, sicché ora lo strumento Sure è disponibile e pronto ad essere dispiegato nelle settimane a venire». Sono «100 mld di euro a sostegno dei lavoratori della Ue», ha aggiunto Gentiloni, di questi 27,4 miliardi sono destinati all’Italia; attraverso l’emissione di obbligazioni europee trovano copertura misure come la Cassa integrazione per l’emergenza Covid, il bonus da 600 euro per autonomi e professionisti, i congedi parentali e i finanziamenti a fondo perduto (per le sole persone fisiche).

Il meccanismo Sure è riferimento anche per il piano Next Generation Eu: il Recovery Fund che ammonta a 750 miliardi di euro, di cui 500 miliardi distribuiti attraverso sussidi e 250 tramite prestiti. All’Italia andranno 209 miliardi, un asse portante è rappresentato dagli interventi sul lavoro, oggetto ieri di un’audizione alla Camera del ministro Nunzia Catalfo. Il ministro del Lavoro ha illustrato gli 11 progetti del Piano nazionale di ripresa e resilienza consegnato dal governo al Parlamento: «Va garantita una maggiore adeguatezza dei livelli di reddito – ha detto- attraverso l’ancoraggio della detassazione dei rinnovi contrattuali dei Ccnl all’introduzione di un salario minimo orario modulato dalla contrattazione collettiva. Ma anche con il sostegno della contrattazione di secondo livello, quale strumento per accrescere la produttività aziendale e riconoscere ai lavoratori benefici contrattuali ed economici come premio per i risultati raggiunti».

Altra priorità è «un Piano nazionale per le nuove competenze da sviluppare insieme ai ministeri delI’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e dell’Innovazione», di cui un primo tassello è il Fondo nuove competenze introdotto dal Dl 34 per «premiare le imprese che investono nella formazione del capitale umano». Un altro asse d’intervento è il «rilancio delle politiche attive a sostegno delle transizioni occupazionali» per «lo sviluppo delle competenze di giovani e adulti, indirizzandole anche verso i futuri ambiti economici del verde e della digitalizzazione».

La rivisitazione della disciplina degli ammortizzatori sociali è un progetto per «snellire l’impianto normativo e procedurale, superare la frammentarietà e la disorganicità del Dlgs 148/2015».Il nuovo sistema, ha anticipato il ministro «si caratterizzerà per la sua vocazione all’universalismo coinvolgendo nel meccanismo assicurativo le imprese di tutti i settori produttivi e tutti i lavoratori», senza tuttavia trascurare le «necessarie differenziazioni, legate alla dimensione aziendale e alle specificità dei diversi settori produttivi».

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