Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Lavoro e welfare: i professionisti in bilico

di Isidoro Trovato

Come i binari. Corrono paralleli due temi che gravitano sul mondo delle professioni: da una parte le liberalizzazioni, dall'altra la riforma del welfare. In merito a quest'ultimo tema è arrivata venerdì la migliore notizia per i professionisti: è stata prorogata a settembre la scadenza entro la quale le casse private dovranno dimostrare un equilibrio di bilancio per i prossimi 50 anni. «Si tratta sicuramente di un'apertura importante — sottolinea Andrea Camporese, presidente dell'Adepp —. Questo dibattito era iniziato tra intransigenze e preconcetti, adesso si comincia a trattare con buon senso. Del resto, ci viene chiesta una sostenibilità a 50 anni bilanci attuariali che tengano conto delle entrate e delle uscite, non chiarendo il ruolo dei patrimoni, finora regolarmente conteggiati secondo parametri stabiliti e mai messi in discussione da altre riforme. E allora è giusto ribadire e tenere in considerazione che gli enti di previdenza privata non gravano sul bilancio dello Stato neppure quando parliamo di ammortizzatori sociali. Il passo successivo dovrebbe essere quello di un calcolo che tenga in considerazione il ciclo economico del paese. Non si può ignorare che questa è una nazione un Pil negativo, un reddito medio declinante e una crisi che ricadrà soprattutto sui giovani professionisti».
Posti a rischio
La previdenza e il welfare rimangono comunque due fronti molto importanti per i professionisti, specie in una fase di contrazione economica come quella che viviamo da diversi mesi. Da più parti, ripetutamente, arrivano appelli a nuove formule di welfare che sostengano liberi professionisti e i loro dipendenti. Giusto per fare un esempio, nell'ultimo anno la crisi ha «indotto» i notai (non esattamente la categoria più povera) a licenziare circa sei mila dipendenti. «La situazione di molti liberi professionisti è assolutamente critica — sostiene Gaetano Stella, presidente di Confprofessioni — e in questo contesto è prioritario ripensare ai sistemi di welfare diretto aperto anche i soggetti che svolgono attività libero professionale in modalità particolarmente svantaggiate».
È per questo che Confprofessioni guarda con interesse alla riforma del lavoro, all'esame del ministro Fornero. Cinque i punti fondamentali individuati per lo sviluppo degli studi professionali: formazione, collaborazioni e lavoro autonomo, apprendistato e contratti di inserimento, sostegno al reddito e il varo di uno statuto delle libere professioni. In materia di formazione, Stella auspica che si possa arrivare alla detraibilità fiscale, anche parziale, dei costi sostenuti in questo ambito: «Pensiamo ai benefici che potrebbe determinare una misura di questo tipo nell'assunzione di soggetti over 50 che perdono il posto di lavoro e hanno bisogno di acquisire nuove competenze professionali».
L'apprendistato
Ampio il capitolo dedicato da Confprofessioni al tema dell'apprendistato, considerato come «unico» strumento per l'accesso dei giovani nel mondo del lavoro. «Per quanto ci riguarda — continua Stella — nel nostro contratto nazionale di lavoro degli studi professionali, primi in Italia, abbiamo regolamentato l'apprendistato secondo le disposizioni del nuovo Testo Unico e crediamo fermamente che nel nostro settore rappresenti una occasione fondamentale di sviluppo occupazionale. Appare però necessario un segnale forte per incentivare ulteriormente l'apprendistato». L'aspetto contributivo rimane un passaggio nodale su cui lavorare e la proposta avanzata da Confprofessioni punta all'azzeramento dei contributi per tutti i datori di lavoro che impiegano almeno 50 dipendenti.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«In un contesto di mercato che rimane molto difficile, stiamo contenendo con successo gli impatti n...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Google gioca e fa l’arbitro nello stesso campo. E inizia anche a portarsi via il pallone. È q...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Leonardo Del Vecchio schiera il suo 10,16% di Mediobanca con Assogestioni all’assemblea per il rin...

Oggi sulla stampa