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Lavoro e giovani, vertice a quattro per accelerare sull’uso dei fondi Ue

La ripresa economica in tutta Europa poggia sulla creazione di nuovi posti di lavoro. Occorre dare subito una risposta all’emergenza occupazionale, partendo dai giovani che sono i più penalizzati dalla crisi e presentano i tassi di disoccupazione più elevati.
Intorno a questo obiettivo condiviso oggi alle 15 si incontreranno a Palazzo Chigi i ministri delle Finanze e del Lavoro di Italia, Francia, Germania e Spagna. Il vertice sarà preceduto da una colazione di lavoro con il premier Enrico Letta, che ha fortemente voluto questa iniziativa e, pochi giorni dopo il suo insediamento, ha iniziato a lavorare con il presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy, sulla strategia che prevede il ricorso a misure nazionali ed europee contro il flagello della disoccupazione giovanile.
L’appuntamento odierno servirà per confrontarsi in vista dei prossimi vertici internazionali, a partire dal Consiglio europeo del 27-28 giugno, dedicato proprio al tema della crisi occupazionale. Si entrerà nel dettaglio tecnico delle misure in occasione del vertice dei ministri Ue del Lavoro del 3 luglio a Berlino e a metà luglio nella riunione ministeriale del G20 a Mosca. All’ordine del giorno c’è la questione di come rafforzare il coordinamento tra le politiche finanziarie e del lavoro, a livello nazionale e di Unione europea, per realizzare al meglio la lotta alla disoccupazione, soprattutto quella giovanile. Di questo discuteranno i ministri Enrico Giovannini (Lavoro) e Fabrizio Saccomanni (Economia), i ministri francesi Michel Sapin (Lavoro) e Pierre Moscovici (Finanze), i ministri tedeschi Ursula Von der Leyen (Lavoro) e Wolfgang Schäuble (Finanze), e i ministri spagnoli Luis de Guindos Jurado (Economia) e Maria Fátima Bañez García (Occupazione). «Un rapido miglioramento del mercato del lavoro – ha spiegato il ministro Saccomanni – è condizione essenziale per supportare la crescita economica europea. Il vertice servirà per avere la migliore cooperazione contro la disoccupazione».
L’emergenza riguarda praticamente l’intera Europa, con l’eccezione della Germania. Stando agli ultimi dati Eurostat di aprile 2013, tra i quattro Paesi per la disoccupazione giovanile fanalino di coda è la Spagna con un tasso al 56,4%. L’Italia è seconda con il tasso di disoccupazione al 40,5% (raggiunge il 51,9% nel primo trimestre 2013 nel Mezzogiorno), seguita a distanza dalla Francia al 26,5%. Mentre la situazione migliore si registra in Germania (7,5%). Desta preoccupazione anche il dato dei 7 milioni di giovani che in tutta Europa sono fuori da percorsi formativi o di lavoro.
Sul versante economico ci sono i 6 miliardi di fondi europei per la «Youth Guarantee», il piano Garanzia Giovani che destina le risorse nell’arco temporale 2014-2020 ai Paesi con almeno il 25% di disoccupazione giovanile. Bisognerà garantire un’offerta concreta di lavoro, il proseguimento degli studi, l’apprendistato o il tirocinio ai giovani fino a 25 anni entro 4 mesi dalla disoccupazione o dalla fine della scuola. Per l’Italia il piano si traduce in 4-500 milioni: il Governo italiano punta ad attivarli già all’inizio del 2014, ma dipenderà dalle decisioni politiche che saranno formalizzate dal Consiglio europeo di fine giugno. La sfida è attuare un “front loading”, ovvero riuscire a spendere tutti i fondi disponibili entro il 2015 e rifinanziare il fondo. La dote per l’occupazione potrebbe lievitare, secondo alcune stime, di 4,5 miliardi per l’Italia con il concorso dei fondi europei non spesi della tranche 2007-2014, aggiungendovi le risorse della Bei e dal fondo di globalizzazione europeo.
L’anticipo al 2014 è proposto anche in una mozione firmata da deputati under 35 di tutti i gruppi parlamentari, presentata ieri a Montecitorio che sollecita il Governo ad approfittare del Consiglio europeo per chiedere ulteriori risorse nell’ambito del Fondo sociale europeo contro la disoccupazione giovanile, nonché per i fondi Eures ed Erasmus.

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