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Lavoro Contratti, l’offensiva Cisl «Accordi aziendali più forti»

La contrattazione nazionale a tutela del potere d’acquisto e come garanzia per tutti i lavoratori, quella di secondo livello per legare i salari alla produttività. Dopo la «mancata sintesi unitaria sui tempi» nella segreteria congiunta dei tre sindacati confederali il 13 luglio, la Cisl fa il primo passo con la sua proposta per il nuovo modello di contrattazione. Con allegato un messaggio a organizzazioni datoriali, Confindustria in testa, e sindacati, si legga Cgil: il percorso di riforma prosegua parallelamente all’avvio dei tavoli sui contratti in scadenza, senza «veti». E uno al governo: «Faccia il suo mestiere» con un «Fisco amico dei lavoratori» e non con un intervento sui contratti. 
Tra le proposte del sindacato guidato da Annamaria Furlan spicca l’istituzione di un «salario di garanzia», stabilito nel contratto nazionale per i lavoratori delle aziende che non fanno la contrattazione di secondo livello. Una clausola, insomma, che dovrebbe rendere comunque oneroso per gli imprenditori non fare il contratto aziendale, che a sua volta dovrebbe giocarsi su produttività, flessibilità e un «welfare aziendale o territoriale». Tra le materie da contratto nazionale anche il rilancio della previdenza complementare e l’ancoraggio per gli adeguamenti salariali all’inflazione programmata a livello europeo e non all’Ipca (l’inflazione al netto della componente energia): gli aumenti medi sarebbero 135 euro nel triennio.
Per il confronto «c’è un tempo massimo», ha detto Furlan, dettato dalla necessità di provvedere ai rinnovi (la metà dei contratti è in scadenza). Ma anche guardando alla legge di stabilità: occorre evitare che il contratto diventi «campo di scorribande della politica».
«Non condivido — ha aggiunto — la posizione del presidente di Confindustria Giorgio Squinzi che i contratti non si possono fare senza modello contrattuale, ma la risposta non può essere rinviare il modello a dopo il rinnovo». Furlan ha escluso al momento la possibilità di un accordo separato, senza la Cgil, ma con un avvertimento: «Nessuno ha poteri di veto e non creiamo le condizioni perché altri decidano». La Cisl spera che un confronto possa aprirsi da subito. Domani c’è il Consiglio generale della Confindustria e anche se il tema contratti non è all’ordine del giorno non è escluso che se ne discuta. La Cgil ribadisce che innanzitutto vanno rinnovati i contratti. La Uil apre al confronto.
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