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Lavoro, banche dati collegate parte il piano Garanzia Giovani

ROMA — Non è proprio il via definitivo (anche perché i finanziamenti non sono ancora arrivati), però le “Linee guida” approvate ieri dalla Conferenza Stato-Regioni sono un deciso passo in avanti per il varo della “Garanzia giovani”, il programma del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per qualificare e inserire nel mondo del lavoro i giovani dai 15 ai 24 anni. Un progetto molto caro al premier uscente Enrico Letta, e la cui partenza era stata annunciata per la fine del 2013. Però poi, spiega Gianfranco Simoncini, assessore al Lavoro della Toscana e coordinatore della “Garanzia Giovani” per la conferenza delle Regioni, «i tempi si sono allungati per via di una serie di problemi degli Stati membri, e così il regolamento è stato approvato solo il 21 dicembre». Nell’attesa che arrivino i fondi, un miliardo e mezzo per due anni, è già stata effettuata la ripartizione, sulla base del peso dei disoccupati: si va dai 215 milioni della Campania ai 2,6 della Valle d’Aosta. Soprattutto, sono state approvate le linee guida della piattaforma tecnologica di supporto all’attuazione del piano, che garantirà il collegamento delle banche dati regionali con il sistema centrale e una piena interconnessione delle informazioni e dei progetti, che vanno dai corsi di formazione al supporto per l’apertura di un’impresa, ai tirocini e al servizio civile finalizzato alla qualificazione professionale. «Per la prima volta — sottolinea il ministro del Lavoro Enrico Giovannini — tutti i centri saranno connessi con un’unica piattaforma informatica superando le frammentazioni ». Un sistema che potrebbe essere esteso a tutto il mondo del lavoro, aggiunge Giovannini, «così da eliminare i vincoli che limitano l’efficienza del mercato italiano e ridurre il mismatch esistente fra domanda e offerta». Nell’immediato, poiché i giovani privi di prospettive non sono solo quelli dai 15 ai 24 anni, spiega Simoncini, «stiamo discutendo su interventi per una fascia d’età più ampia, almeno fino ai 29 anni».
Anche le agenzie del lavoro avranno un ruolo importante nell’attuazione del piano, auspica Stefano Colli-Lanzi, Ceo di Gi Group e vicepresidente di Assolavoro: «Ci auguriamo che ci sia una vera selezione sul campo dei progetti per la formazione e l’inserimento dei giovani, e che il voucher venga dato ai diretti interessati, perché lo utilizzino nel modo migliore. Quanto ai soggetti che offrono il servizio, speriamo che i fondi vengano finalmente erogati solo a fronte dei risultati raggiunti, cioè l’effettivo inserimento lavorativo delle persone ».

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