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Lavoro, al Centronord crisi superata Disoccupazione ai minimi da 4 anni

Ci sono voluti otto anni per tornare ai livelli di occupazione del 2009. A contribuire è la crescita nel 2017 del prodotto interno lordo dell’1,6%, che genera un effetto sul mondo del lavoro e si traduce in un aumento alla fine dell’anno dell’1,2% del numero degli occupati (in totale sono 23,09 milioni). Gli ultimi dodici mesi, come certificato dall’Istat, si chiudono con un saldo positivo di 265 mila lavoratori in più rispetto al 2016. Allo stesso tempo prosegue la dinamica che vede gradualmente diminuire i disoccupati (calano di 105 mila unità) e si attestano a quota 2,9 milioni. Un trend che si traduce in un tasso disoccupazione pari all’11,2%, in calo di mezzo punto percentuale rispetto alla fine del 2016, segnando così il valore più basso degli ultimi quattro anni. L’aumento della ricchezza prodotta nel Paese ha riflesso anche sul totale degli inattivi, persone non iscritte nelle liste di collocamento né in cerca di un’occupazione, che risultano 13,2 milioni (242 mila in meno rispetto al 2016).

L’istantanea sui dati dell’ultimo trimestre 2017, effettuata dall’Istituto di statistica, dettaglia una serie di ulteriori dinamiche. Sul versante dell’occupazione, per esempio, si consolida la tendenza che vede in crescita i lavoratori dipendenti (+371 mila) e, in particolare, gli impieghi a termine rispetto a quelli a tempo indeterminato. Il rapporto è quasi nove a uno: nell’ultimo anno i dipendenti temporanei sono aumentati di 341mila mentre quelli permanenti di 40 mila. A registrare il tasso di occupazione che cresce maggiormente sono le donne (+1,6%) a fronte di un +0,9% degli uomini. Per il settimo anno consecutivo diminuisce il numero dei lavoratori autonomi, con un saldo negativo di 105 mila unità.

Aumenta, invece, in misura superiore al passato il valore complessivo degli occupati a tempo pieno, che segnano un balzo di 231 mila unità.

L’analisi per area geografica restituisce la misura del divario tra il nord e il sud del Paese. La disoccupazione nelle regioni settentrionali è al 6,9%, il dato per il centro Italia è al 10% e sale al 19,3% nel Mezzogiorno (quasi tre volte il valore del Nord). L’Istat rileva inoltre che nell’ultimo anno la crescita dell’occupazione su base geografica è stata omogenea, la differenza è nel calo del tasso di disoccupazione. Al nord diminuisce maggiormente rispetto alle altre aree territoriali.

Per quanto riguarda la fascia di età compresa tra i 15 e 34 anni il mercato del lavoro conferma per il secondo anno consecutivo una crescita degli occupati, con un saldo positivo di 57 mila (ossia un aumento dell’1,1%). Più critica la situazione per la classe di età over 50 che nel 2017 evidenzia un aumento sia del numero dei disoccupati sia del tasso di disoccupazione. Sul fronte del tasso di occupazione si conferma la crescita maggiore tra i lavoratori laureati rispetto ai diplomati.

Andrea Ducci

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