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Lavoro, a Roma nuovo vertice Ue Letta: “I giovani disoccupati sono il nostro incubo nazionale”

«Un incubo nazionale ma anche una grande sfida europea ». Così Enrico Letta definisce la disoccupazione giovanile contro cui i governi dell’Ue hanno tutti più o meno fallito dall’inizio della crisi. «Sappiamo fin troppo bene che il destino dell’Europa si decide in base alle prospettive che offriamo ai giovani» gli fa eco Angela Merkel. «Sei milioni di disoccupati in Europa sono troppi, dobbiamo garantire una mobilitazione all’altezza della scommessa» continua François Hollande, padrone di casa, che ha ospitato all’Eliseo il secondo vertice europeo per l’occupazione giovanile. Una riunione da cui il premier italiano esce sorridente, nonostante le domande dei giornalisti sulle polemiche di casa. I capi di Stato e di governo hanno infatti affidato all’Italia l’organizzazione del prossimo vertice di questo tipo: «E’ una vittoria per noi — ha sottolineato Letta, sostenendo che sarà — una grande occasione ». Il summit si terrà a Roma, nel mese d’aprile, poco prima dell’inizio della presidenza italiana dell’Ue, a luglio.
Una concomitanza di eventi che dimostrano la «fiducia nei confronti dell’Italia» ha aggiunto Letta che racconta di aver avuto una “calorosa” accoglienza da parte non solo di Hollande, ma anche di Merkel e di uno dei “falchi” dell’Ue, il premier olandese Mark Rutte. La riunione di Parigi non ha portato sostanziali novità, rispetto all’appuntamento già avvenuto in luglio a Berlino. Ma è servito a chiarire i meccanismi di finanziamento ecalendario del nuovo fondo Youth Garantee: oltre ai 6 miliardi di euro per finanziare la “garanzia giovani”, riservata a tutti gli Stati con una disoccupazione giovanile superiore al 25% (l’Italia è al 40,4%). Altri 18 miliardi (6 miliardi all’anno nel triennio 2013-2015) verranno dalla Bei e 21 miliardi dalla parte destinata ai giovani del Fondo sociale europeo, spiega la presidenza francese, aggiungendo che si tratta di un totale di circa 45 miliardi di euro per i prossimi due anni. La Garanzia giovani entrerà in funzione già dal prossimo 1 gennaio e dovrebbe permettere a ogni giovane di trovare un avviamento all’impiego o una formazione di quattro mesi al termine degli studi. Finora solo sei Paesi — Repubblica Ceca, Croazia, Lituania, Lussemburgo, Polonia e Slovacchia — hanno presentato i loro rispettivi piani a Bruxelles. Il ministro del Lavoro,Enrico Giovannini, che accompagnava Letta nella missione parigina, ha annunciato la presentazione del piano italiano per la fine del mese. Il nostro Paese dovrebbe ottenere poco più di 530 milioni dai fondi europei destinati alla “GaranziaGiovani”. Ancora poco, secondo molti commentatori. «Noi facciamo la nostra parte ma poi sono le imprese a dover creare i posti di lavoro» ha ricordato Merkel, esprimendo in modo sottile un diverso parereda Hollande che, appena eletto, ha sussidiato migliaia di nuovi impieghi per i giovani. Un’altra sfumatura è apparsa tra i leader europei sulla direttiva che autorizza il “distacco” dei lavoratori all’interno dell’Ue. Secondo il premier belga Elio Di Rupo, la normativa ha provocato “abusi” delle imprese in alcuni settori, come l’edilizia, con lavoratori transfrontalieri che fanno “dumping” ai paesi vicini. «Possiamo rivedere la direttiva se ci sono abusi» ha risposto il presidente dellaCommissione europea, José Manuel Barroso. «Ma non facciamo dell’Europa il capro espiatorio di ogni problema» ha aggiunto con un inedito scatto d’orgoglio. «L’Europa deve essere una protezione, una speranza» ha aggiunto Hollande nella conferenza stampa finale. E alla fine pure Merkel ha colto l’occasione per fare la sua professione di fede nell’Ue: «Anche se veniamo da partiti diversi, faremo di tutto per rinforzare l’Europa».
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