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Lavori in corso sulla e-fattura

Fattura elettronica, incontri serrati tra Agenzia delle entrate e Garante privacy. Obiettivo trovare una soluzione entro dicembre per far partire la scricchiolante macchina dal 1° gennaio 2019. Proseguono infatti senza sosta gli incontri tra le due parti, dopo quello di ieri previsto un altro appuntamento venerdìA poco più di 30 giorni dall’introduzione della E-fattura, con l’associazione nazionale commercialisti sul piede di guerra pronta a presentare ricorso in Europa e mentre si accende la battaglia tra Assosoftware e il Consiglio nazionale dei commercialisti, rei di aver aggredito il mercato con un software low-cost, il Governo tira e dritto e conferma l’applicazione dello strumento a partire dal 1° gennaio prossimo senza concedere proroghe e ignorando il fatto che l’impianto stesso della fattura elettronica continua a fare acqua da tutte le parti. La ragione sembra esclusivamente monetaria e secondo le stime del direttore generale delle finanze Fabrizia Lapecorella, la proroga della E-fattura al 2020 costerebbe alle casse dello Stato poco meno di 2 miliardi di euro, 1,97 per la precisione.

Sebbene la cifra possa sembrare elevata in realtà si tratta di un saldo a costo zero poiché l’extragettito prodotto dall’introduzione della E-fattura è addirittura, seppur di poco, inferiore a quello che era stimato grazie all’utilizzo dell’abrogato spesometro adempimento che si presume avrebbe portato 2,04 miliardi di euro di entrate nel 2019.

In poche parole la sostituzione dello spesometro con la E-fattura è già di per sé costata all’erario 70 milioni di euro.

Mentre dunque si continua a considerare irrinunciabile l’incasso posto a bilancio della fattura elettronica quando in realtà basterebbe ripristinare almeno momentaneamente il vecchio e contestato spesometro per più che compensare la perdita di gettito, dall’altra parte, e in maniera contraria, si continua ad allargare la platea dei soggetti esclusi riducendo conseguentemente e inevitabilmente sia l’efficacia (già ridotta) sia la portata dello strumento in termini di recupero del tax gap Iva.

Dopo l’esonero dall’ambito applicativo della fattura elettronica dei contribuenti minimi (dl 98/2011) e dei forfettari, compresi quelli 2019 con ampliamento dei ricavi a 65 mila euro, per venire incontro e risolvere in parte i rilievi mossi dal Garante privacy in relazione ai dati sensibili legati alla salute dei contribuenti e inseriti nella e-fattura (si veda ItaliaOggi del 17 novembre scorso), tra gli emendamenti al decreto fiscale 119/2018 è previsto anche l’esonero, per il solo 2019, anche per tutti gli operatori che già trasmettono i dati delle fatture al portale Tessera sanitaria (tessera sanitaria) come d’altronde avveniva già per lo spesometro.

Benché possa sembrare una semplificazione, l’esonero del settore medico lascia molte perplessità ad aprire il fronte a tutta una serie di problematiche casistiche da valutare

Prima fra tutte è quella dei contribuenti che espressamente chiedono l’esonero dall’invio dei propri dati sensibili al sistema tessera sanitaria (proprio per tutela la privacy) e in questo caso il medico in questione si troverebbe nella complessa situazione di dover effettuare per alcuni pazienti l’invio dei dati tramite portale TS mentre per altri utilizzare la fatturazione elettronica vedendo quindi duplicato il lavoro e gli adempimenti.

Se si considerano anche ad altre attività nel campo sanitario come farmacie ed ottici che, in caso di fatturato oltre i 400 mila euro saranno chiamate ad adempiere anche l’obbligo di invio telematico degli scontrini, l’onore addirittura si triplica e l’esonero rischia di essere un vero e proprio boomerang complicando ulteriormente l’apparato fiscale/contabile di imprese e professionisti.

Oltre alle numerose problematiche di emissione documentale, l’esonero delle attività sanitarie è solo parziale poiché, se dal lato delle fatture attive si potrà mantenere il cartaceo, per le fatture passive bisognerà comunque adeguarsi al sistema della fattura elettronica creando un doppio binario contabile di non facile gestione.

Giuliano Mandolesi

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