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I fondi interprofessionali salvano la formazione continua. Questa piccola cassaforte alimentata con i contributi delle imprese e dei lavoratori, infatti, secondo l’ultimo rapporto Isfol sulla formazione continua, relativo agli anni 2013-14, sembra essere uno dei pochi strumenti che le aziende utilizzano per implementare e aggiornare le competenze dei lavoratori. Mentre infatti è scesa del 6,2% la quota di popolazione che nel complesso ha partecipato ad attività formative, è aumentato l’utilizzo di fondi interprofessionali con un incremento del 9,5% per quanto riguarda le imprese e del 7,3% per i relativi dipendenti. Si tratta di uno degli aumenti più significativi degli ultimi anni che pesa ancora di più se si considera, dicono i dati Isfol, che la crisi ha fatto dirottare il 40%, delle risorse per la formazione verso gli ammortizzatori sociali.

Nel complesso, quindi, quasi il 70% delle imprese private lo scorso anno ha aderito ai fondi interprofessionali: in termini assoluti si tratta di oltre 920 mila aziende, che corrisponde all’83% dei lavoratori privati (ossia oltre 9,6 milioni). Particolarmente significativa è la crescita delle adesioni nelle regioni meridionali. Risulta inoltre una maggiore richiesta di risorse a questo tipo di strumento da parte delle piccole imprese per sostenere la formazione cosiddetta obbligatoria.

Dal punto di vista dei contenuti, continua a prevalere la formazione legata alla manutenzione delle competenze di settore o trasversale, mentre fatica ad avere maggiore spazio quella proattiva, legata all’innovazione. Solo in determinati settori del manifatturiero e dei servizi Ict, maggiormente quelli spinti da esigenze di export, sono in crescita gli investimenti in innovazione connessi ai cosiddetti intangibile assets. Nel Rapporto si evidenzia poi come a seguito della crisi vi siano stati diversi cambiamenti nella governance dei sistemi regionali di offerta formativa, con l’obiettivo di ottimizzare la penuria di risorse e in alcuni casi a concentrarla su specifici segmenti, anche con lo scopo di operare integrazioni tra i diversi livelli di governance e tra organismi operativi, sia pubblici che privati. In questa direzione proseguono, seppure a rilento, le sperimentazioni di integrazione tra Regioni e Fondi interprofessionali finalizzate a finanziare con risorse congiunte piani di formazione caratterizzati da una vision di sistema che mette insieme target eterogenei (dipendenti e autonomi, ad esempio), reti di imprese e territori.

Il Rapporto segnala, inoltre, che una parte rilevante di risorse normalmente indirizzate al supporto della formazione di imprese e lavoratori è stato destinato in questi anni alle indennità per i lavoratori in cassa integrazione in deroga o in mobilità in deroga. Il fenomeno ha assunto una dimensione notevole proprio nel 2013: il 42% circa (328 milioni di euro dei circa 800 disponibili) delle risorse derivate dal gettito dello 0,30% è stato destinato alle misure a contrasto della crisi. Tale percentuale non aveva mai superato il 20% a partire dal 2009.

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