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Lavoratori formati, esuberi evitati

Occupazione e formazione per evitare licenziamenti. Si chiama «premio di occupazione» la misura introdotta in via sperimentale per il biennio 2009/2010 e prorogata per l’anno in corso, che consente alle imprese (solo a «imprese») di trattenere la forza lavoro in esubero avviando per essa progetti di formazione oppure di riqualificazione professionale, anche se includenti attività lavorativa connessa all’apprendimento. Destinatari i lavoratori sospesi che riceveranno dalle aziende, a titolo retributivo, la differenza tra il sostegno al reddito percepito (cig, mobilità ecc.) e la paga ordinaria. La proroga è arrivata con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n. 255/2012 del decreto 16 luglio che stanzia 30 milioni di euro di risorse.

Si parte dall’accordo sindacale. Il premio di occupazione, come accennato, consente alle imprese di conservare la forza lavoro che è in esubero, avviando per essa progetti di formazione o riqualificazione che possono includere anche attività produttiva connessa all’apprendimento. La disciplina operativa è dettata dal dm 18 dicembre 2009 (G.U. n. 44/2010). Ai fini dell’inserimento dei lavoratori nei progetti di formazione, il datore di lavoro è tenuto a sottoscrivere uno specifico accordo in sede di ministero del lavoro e, ove previsto, con le medesime parti sociali che hanno sottoscritto l’accordo relativo agli ammortizzatori sociali. Se i lavoratori interessati sono percettori di cassa integrazione in deroga, l’accordo va sottoscritto anche dal competente ente territoriale e in tal caso deve specificare le modalità di coordinamento e di scambio di informazioni tra gli uffici.

Il progetto. Il progetto di formazione o di riqualificazione professionale deve essere elaborato a cura del datore di lavoro, prevedendo, in modo dettagliato, il contenuto della formazione, la sua durata e le relative modalità di svolgimento. A conclusione del progetto, il datore di lavoro deve inviare un’informativa agli organismi coinvolti (ministero del lavoro, parti sociali, enti territoriali) relativa all’avvenuta realizzazione della formazione, all’elenco dei lavoratori formati e agli esiti dell’apprendimento.

Retribuzione e contribuzione. Al lavoratore inserito nei progetti di formazione è riconosciuto, a titolo retributivo e a carico del datore di lavoro, la differenza tra il trattamento di sostegno al reddito spettante e la retribuzione originaria. L’Inps riconosce la contribuzione figurativa. Ai fini Inail, per i lavoratori sospesi a orario ridotto e utilizzati nei progetti, il datore di lavoro dovrà continuare ad applicare il tasso di premio in misura vigente per le ipotesi di riduzione dell’orario di lavoro. Se la sospensione è a zero ore, vale il tasso del 5 per mille (retribuzione di ragguaglio) e occorre che il datore di lavoro ne dia apposita comunicazione all’Inail.

Premi ridotti per l’assicurazione Inail. L’Inail, in particolare, ha spiegato (nota protocollo n. 5153/2010) che le imprese che (ri)utilizzano propri lavoratori mediante il «premio di occupazione» sono tenute a pagare un premio assicurativo all’Inail in misura del 5 per mille della retribuzione convenzionale annua, pari al minimale di rendita. I lavoratori che partecipano ai corsi di formazione e riqualificazione professionale tornano in azienda e, quindi, sono esposti a rischio di infortunio e percepiscono dal datore di lavoro la differenza fra il trattamento di sostegno al reddito spettante e la retribuzione originaria. Tuttavia, in considerazione dell’eccezionalità della misura, delle sue finalità anticrisi nonché del carattere sperimentale, l’Inail ha stabilito che il premio assicurativo per i lavoratori sospesi dal lavoro a zero ore impegnati in progetti di formazione o riqualificazione professionale è calcolato in base ai seguenti elementi:

  • tasso relativo alla voce di tariffa 0611 (corrispondente ai corsi di istruzione professionale) della gestione artigianato pari al 5 per mille che si applica, indipendentemente dall’inquadramento settoriale dell’azienda ed in deroga alle logiche tariffarie vigenti;
  • retribuzione convenzionale fissata dal decreto 26 ottobre 1970 dell’allora ministero del lavoro e della previdenza sociale per gli allievi dei corsi anche aziendali di istruzione professionale comunque finanziati o gestiti (corsi di addestramento, qualificazione, riqualificazione, specializzazione, perfezionamento ecc.), in relazione ad ogni presenza giornaliera, indipendentemente dal numero delle ore giornaliere di partecipazione alle attività teoriche e alle esercitazioni pratiche.Invece, ai lavoratori sospesi ad orario ridotto utilizzati nei «progetti», il datore di lavoro continuerà ad applicare il tasso di premio calcolato in base alla voce di tariffa corrispondente alla lavorazione normalmente esercitata e alla base imponibile rapportata alle ore complessive da retribuire, conformemente alle disposizioni vigenti. Secondo l’Inail, si configura comunque come incentivo contributivo a favore delle imprese che promuovono tali progetti, in quanto, ai fini del calcolo del premio, sono esclusi:
  • il tasso corrispondente alla voce di tariffa relativa all’attività effettivamente esercitata dai lavoratori sospesi in formazione che comporterebbe una tassazione più elevata;
  • la differenza tra il trattamento di sostegno al reddito spettante e la retribuzione originaria erogata, dal datore di lavoro, a titolo retributivo, ai lavoratori utilizzati nei progetti di formazione o riqualificazione.Pertanto, il premio dovuto per i lavoratori sospesi dal lavoro a zero ore deve essere calcolato in base alla retribuzione convenzionale annuale pari al minimale di rendita (il cui importo corrisponde alla retribuzione di ragguaglio) e alle effettive giornate di presenza del lavoratore al corso di formazione fino a un massimo di 25 giorni mensili e 300 giorni annuali.
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