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L’autoliquidazione dell’Ires (+21%) trascina le entrate nei primi 7 mesi

L’Ires pagata dalle imprese in autoliquidazione trascina le entrate tributarie dei primi sette mesi dell’anno: al 31 luglio l’imposta sul reddito delle società ha fatto registrare complessivamente un più 1,5% pari a 209 milioni mentre quella versata sulla base della dichiarazione dei redditi di quest’anno ha portato 805 milioni in più allo Stato con un incoraggiante +20,8% in termini di ripresa rispetto al 2014. In senso contrario si è mossa l’autoliquidazione di dipendenti e pensionati che segna un rosso di poco superiore ai 350 milioni di euro. Continua poi l’effetto positivo sul gettito Iva dello split payment, il meccanismo introdotto con l’ultima legge di stabilità e che prevede il versamento dell’Iva da parte delle Pubbliche amministrazioni direttamente nelle casse dell’Erario e non più ai loro fornitori. Dei 51,2 miliardi di Iva versata per gli scambi interni (+3,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno) oltre 2,5 miliardi derivano dai versamenti diretti della Pa. 
È quanto emerge dal bollettino delle entrate tributarie dei primi sette mesi dell’anno diramato ieri dal Dipartimento delle Finanze. Come evidenziato dall’Economia il risultato positivo dell’Ires diventa «ancora più significativo» in virtù del fatto che nel 2015 non ci sono stati i maggiori versamenti a saldo effettuati lo scorso anno a titolo di addizionale Ires (ad esempio +8,5 punti percentuali per i soggetti che esercitano attività assicurativa, enti creditizi e finanziari). Un’inversione di tendenza rispetto ai mesi precedenti che per i tecnici di via XX settembre «conferma le prime indicazioni che si erano registrate nel mese di giugno, indicative di un quadro congiunturale in miglioramento».
Complessivamente il gettito delle entrate erariali da gennaio a luglio 2015 si è attestato a poco più di 234 miliardi di euro pari a +0,6% con 1,374 miliardi in più pagati dai contribuenti italiani. Al netto della posta straordinaria legata alla rivalutazione delle quote di Bankitalia prevista per il solo anno d’imposta 2014 (pari a 1,692 miliardi) le imposte dirette crescono del 2,5%. Alla crescita oltre al buon andamento dell’Ires hanno contribuito soprattutto gli aumenti di 6 punti percentuali della tassazione sulle rendite finanziarie (+818 milioni) così come l’identico aumento dal 20 al 26% dell’imposta sostitutiva sul risparmio gestito e dal 12,5% al 20% della tassazione sulle partecipazioni a Oicvm (1,2 miliardi +20,4%) e ancora dall’11,5 al 20% della sostitutiva sui fondi pensione (1,105 miliardi).
Sul fronte Irpef vanno registrati i rossi di oltre 350 milioni per il versamento in autoliquidazione dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, e di 986 milioni delle ritenute sui redditi di lavoro dipendente del settore pubblico e redditi di pensione dovuto alle minori ritenute versate dai sostituti d’imposta (circa 1,3 miliardi) per effetto del bonus di 80 euro (in realtà i pensionati sono esclusi dal cosiddetto bonus Renzi).
Al risultato complessivo delle entrate delle pubbliche amministrazioni ha contribuito anche l’acconto Tasi 2015 pagato a giugno dai proprietari di immobili pari a 2.443 milioni di euro. Come spiega il Dipartimento la variazione positiva di 1,641 miliardi di euro (+204,6%) è dovuta al fatto che il versamento di giugno ha riguardato tutti i Comuni mentre nel 2014 riguardava solo i comuni che avevano deliberato le aliquote Tasi entro il mese di maggio 2014.
Come anticipato, l’Iva resta in territorio positivo per questi primi sette mesi dell’anno. E questo grazie soprattutto allo split payment. La dinamica sugli scambi interni complessiva (+1.526 milioni di euro, pari a +3,1%), come spiegano i tecnici delle Finanze è correlata al meccanismo introdotto dalla legge di stabilità per contrastare l’evasione Iva. A livello settoriale, invece l’Iva sugli scambi interni è stata determinata dai settori dell’Industria (-4,8%), in particolare dal settore delle fornitura di energia elettrica, gas, aria condizionata, eccetera (-21,6%), mentre risulta positiva nei settori del commercio degli autoveicoli (+14,5%), del commercio al dettaglio (+11,7%), del commercio all’ingrosso (+3,7%) e dei servizi privati (+4,0%). Negativa anche la variazione del prelievo sulle importazioni dai Paesi extra-Ue (-76 milioni di euro, pari a -1,0%).

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