Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

L’auto non riparte ancora a giugno vendite a -23% I sindacati: il governo agisca

TORINO — Una sola parola ripetono gli esperti, indicando la strada per la ripresa del mercato dell’auto, che anche a giugno ha registrato in Italia un altro tonfo del 23 per cento: incentivi. E si fa l’esempio della Francia, dove le immatricolazioni sono tornate a salire, dopo mesi, anche grazie al sostegno statale alle vendite.
In Italia, gli incentivi dovrebbero arrivare con gli emendamenti al decreto Rilancio in discussione in Parlamento. Ma per ora i dati sono ancora negativi. Dopo il periodo di lockdown, giugno doveva essere il mese della svolta, con il recupero di una parte delle mancate vendite di marzo, aprile e maggio, in calo rispettivamente dell’85,4%, del 97,6% e del 49,6%. Così non è stato.
A giugno, secondo i dati del ministero dei Trasporti, le immatricolazioni in Italia sono state 132.457, il 23,13% in meno rispetto dello stesso mese del 2019, quando erano state 172.312. Quasi dimezzato il mercato tra gennaio e giugno: le auto vendute nel semestre sono state 583.960. Dodici mesi fa erano 1.083.184. Una flessione che supera il 46%. In calo anche il gruppo Fca che ha immatricolato a giugno 28.967 auto, il 25% in meno dello stesso mese del 2029, con una quota di mercato pari al 21,87% (-0,56%). Nei sei mesi il gruppo ha venduto 138.681 auto, con un calo del 48% e la quota di mercato ora è del 23,75% (-0,89%).
Come detto, chi indica la strada del sostegno come unico modo per superare la fase di crisi, evitando perdita di posti di lavoro e gettito fiscale, guarda ai dati del mercato francese. Molto incoraggianti: a giugno rialzo dell’1,2 per cento dopo lo stop provocato dal Covid. Nel primo semestre la caduta del mercato oltralpe si è fermata al 38,6 per cento.
«In Italia permane un grave calo a doppia cifra anche a giugno. La perdita si è dimezzata rispetto al quella del precedente mese di maggio, ma siamo di fronte a segnali di ripartenza veramente timidi», sottolinea il presidente di Anfia, l’Associazione dei produttori della filiera automobilistica, Paolo Scudieri. «I ritmi di ripresa delle vendite sono lentissimi – aggiunge – e senza stimoli al mercato rischiamo di contare, a fine 2020, appena 1,2 milioni di nuove auto immatricolate, con un ribasso del 35 per cento rispetto al 2019». L’Anfia ribadisce così l’appello al governo per il varo di incentivi che aiutino il mercato nella settimana decisiva di conversione in legge del decreto Rilancio. Le previsione dell’Unrae, la sigla che raggruppa i produttori esteri, è in linea: altre 200 mila immatricolazioni in meno nei prossimi sei mesi per chiudere l’anno con una sforbiciata di 700 mila vetture rispetto al 2019. Il presidente Michele Crisci rammenta che a giugno si è lavorato un giorno in più, altrimenti il calo sarebbe stato del 30%, e «mentre Germania, Spagna e Francia hanno già approvato piani di sostegno, prosegue l’assordante silenzio del governo italiano».
Gli indicatori del Centro Studi Promotor rimangono orientati al negativo: il 70% dei concessionari dichiara bassi livelli di acquisizione di ordini, mentre il 62% lamenta i saloni vuoti. Le auto in giacenza sono circa 500mila. Da gennaio a giugno il settore ha avuto una perdita di fatturato di circa 9 miliardi. «C’è l’assoluta necessità che vengano varati al più presto incentivi anche per chi rottama auto di oltre 10 anni ed acquista vetture nuove ad alimentazione tradizionale», spiega Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor. Federauto, l’associazione dei concessionari, sottolinea che si rischiano 40 mila posti di lavoro. E la Fiom parla di «dati drammatici» e insiste sulla necessita di un intervento del governo per il settore.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Mentre Intesa Sanpaolo corona l’acquisizione di Ubi prepara già un futuro europeo, prossimo e poc...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

A seguito del protocollo di collaborazione siglato con Sace per sostenere la liquidità delle impres...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Dopo 12 anni ininterrotti al timone (e 18 nella banca), Victor Massiah lascia il comando di Ubi. Le ...

Oggi sulla stampa