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L’Authority: luce e gas, tariffe più care d’Europa

di Gabriele Dossena

MILANO — Almeno sotto questo profilo il primato continuiamo a mantenerlo: le bollette di luce e gas restano tra le più care d’Europa. Certo, gli italiani ne farebbero volentieri a meno. E ancor di più le imprese, che senza questo handicap di partenza potrebbero competere ad armi pari con i concorrenti esteri. Ma questa è la realtà. Che tra l’altro deve fare i conti, per un Paese come l’Italia, con una dipendenza energetica che supera l’ 80%. Parte proprio con questa premessa la relazione annuale di Guido Bortoni, presidente dell’Autorità per l’energia, la prima del nuovo consiglio che si è insediato lo scorso gennaio. Un documento che non è solo una fotografia dello stato dell’arte, ma lancia anche precisi messaggi. Come la necessità di mantenere costantemente in primo piano le legittime esigenze dei consumatori, a cominciare da bollette più chiare e trasparenti, insieme al contrasto di «fenomeni particolarmente odiosi» come quelli relativi all’attivazione di contratti di vendita non richiesti, oltre al calo dei prezzi. E il capitolo prezzi evidenzia una situazione molto articolata. Se in Italia la bolletta elettrica di piccole e medie imprese è senza dubbio più alta rispetto alla media europea (fino al 26%in più per una delle fasce più rappresentative di consumo, tra i 550 e i 2.000 megawattora all’anno), su quella delle famiglie occorre fare una distinzione in base proprio ai consumi. Nella fascia di bassi consumi (tra i 1.000 e i 2.500 kilowattora all’anno), dove si concentra il 60%dei nuclei familiari, nel confronto con la media europea il prezzo è inferiore del 12%, mentre in quella a consumi più elevati (tra i 2.500 e i 5.000 kilowattora all’anno, che rappresenta il restante 40%dei consumi domestici), le tariffe sono più care del 12,3%. Per quanto riguarda il gas, invece, a farci mantenere il primato delle bollette più care sono le imposte: al netto di queste, infatti, i prezzi sarebbero in linea con l’Europa, mentre se si considerano anche le tasse che gravano su ogni bolletta risultano decisamente superiori alla media. Bortoni ha puntato l’indice sulle difficoltà del settore a monte: «Senza infrastrutture l’Italia sarà condannata a diventare una provincia del gas e non un Paese-snodo con un ruolo cruciale nel contesto sovranazionale» . Un’osservazione condivisa dal ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani («l’Italia non può fare a meno di impianti e infrastrutture strategiche» ). Secondo Romani, per affrontare le nuove sfide, oltre alle infrastrutture, serve «un sistema di regole chiaro e definito che, da qui ai prossimi vent’anni, dia certezze a imprese e cittadini, favorendo la concorrenza, la crescita equilibrata delle fonti verdi, i diritti dei consumatori» . E aggiunge una promessa: «Il prossimo autunno presenteremo la nuova strategia energetica nazionale, che diventerà lo strumento principale per disegnare il futuro energetico del Paese» .

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