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L’Austria apre la porta sullo scambio di dati

L’Austria “apre” sullo scambio di informazioni in chiave anti-evasione, ma non cede (per ora) sul segreto bancario. Dopo una giornata di polemiche («È impossibile che uno Stato membro blocchi gli altri 26», ha detto la portavoce del responsabile degli affari fiscali Algirdas Semeta), in cui i vertici Ue hanno sottolineato la necessità che anche Vienna “ammorbidisca” la sua posizione in materia, come già fatto nel week end dal Lussemburgo, dal Governo austriaco è arrivato ieri un segnale di distensione. «Siamo pronti – ha dichiarato infatti in una intervista il cancelliere socialdemocratico Werner Faymann – a negoziare un miglioramento dello scambio di dati bancari. L’Austria parteciperà attivamente alla repressione dell’evasione fiscale in Europa».
Tuttavia, se il Lussemburgo ha annunciato di non essere più «strettamente contrario» allo scambio automatico delle informazioni tra amministrazioni fiscali, il vice-cancelliere conservatore austriaco Michael Spindelegger ha indicato che «il segreto bancario deve rimanere». La resa dei conti sulla cooperazione fiscale è stata improvvisamente accelerata dopo la crisi cipriota e la rivelazione giornalistica sui file in alcuni paradisi fiscali.
Austria e Lussemburgo sono i soli due paesi che non applicano la regola dello scambio automatico delle informazioni fiscali, sostituita per un periodo transitorio dall’applicazione di una tassa sui redditi da capitale. Ed è sulla fine del periodo di transizione che è aperto da un paio d’anni un negoziato che coinvolge gli interessi di altri paesi non Ue: Svizzera, Liechtestein, Andorra, San marino, Monaco, Usa. Il periodo di transizione finirà quando questi paesi raggiungeranno certi standard internazionali nello scambio di informazioni. Nel frattempo viene applicata la trattenuta alla fonte.
A convincere il governo austriaco a fare almeno la mossa di dichiararsi disponibile a discutere con gli altri governi le condizioni dello scambio automatico, è stato l’accerchiamento politico degli ultimi giorni. Il cancelliere Faymann è convinto che sia in gioco «la reputazione del paese». A fine settembre, peraltro, ci saranno le elezioni legislative e la questione fiscale divide socialdemocratici e cristiano-democratici (il governo si fonda su una “grande coalizione dal 2008). Il segretario di Stato alle finanze Andreas Schneider ha indicato oggi che i due partiti potrebbero concordare sulla fine del segreto bancario per gli stranieri e sul suo mantenimento per i cittadini austriaci.
Il Lussemburgo d’altro canto ha aperto allo scambio automatico dopo essere stato al centro di una polemica da parte del presidente dell’Eurogruppo Jereon Dijsselbloem, che ha evocato i rischi provenienti dai paesi che hanno un settore bancario eccessivamente grande rispetto all’economia nazionale. Il settore bancario lussemburghese è più grande del 500% del pil del Granducato, ben oltre le dimensioni relative del settore bancario cipriota.

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