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L’aumento di FonSai nella tempesta greca

di Riccardo Sabbatini

La ricapitalizzazione di Fondiaria Sai incappa nella crisi dei Paesi a rischio dell'area euro mentre la compagnia avvia una nuova dismissione immobiliare e prepara le risposte da dare all'Isvap sulla corporate governance. Avrà più tempo per farlo. L'autorità di vigilanza ha infatti concesso la dilazione di un mese sui tempi inizialmente previsti (scadevano il 9 luglio).

Ieri il negativo andamento della Borsa di Milano ha avuto un effetto pesante sui titoli della scuderia Ligresti. Fondiaria Sai ha lasciato sul terreno l'8,91% (a 2,35 euro), la sua controllata Milano assicurazioni il 5,17 % (a 0,34 euro) e la holding di controllo Premafin (-8,10 a 0,48 euro). Una reazione così violenta si spiega con la presenza nel portafoglio della compagnia di importanti partecipazioni finanziarie (quelle maggiormente sotto pressione in questi giorni) oltrechè ovviamente di investimenti altrettanto poderosi in titoli di Stato della Repubblica. Nonostante i saliscendi delle ultime sedute la quotazione del gruppo assicurativo non è troppo distante dal prezzo che aveva quando il cda decise l'aumento di capitale (2,5 euro). Intanto si sta per concludere la prima fase della ricapitalizzazione (per Fondiaria Sai e la Milano). Fino a domani sono negoziabili in borsa i diritti di opzione sulle nuove azioni e le banche, com'è prassi, metteranno in vendita quelli per i quali non hanno ricevuto indicazioni da parte della clientela. Ieri lo sconto che un investitore avrebbe ottenuto acquistando un diritto e convertendolo (rispetto all'acquisto diretto dell'azione sul mercato) si è ridotto al 3% per la Fondiaria Sai mentre rimane piuttosto elevato per la Milano (intorno all'8%). I diritti rimarranno esercitabili fino al 15 luglio. Quindi gli aventi diritto riceveranno i titoli di nuova emissione.

Ieri intanto si è riunito il Cda della Fondiaria Sai che ha dato mandato alla controllata Immobiliare Lombarda di avviare una gare per la cessione di Casa Settala, edificio storico di via Pantano a Milano, valutato intorno a 60 milioni (circa 15 in più del valore di carico). Se ne era parlato già a fine gennaio e, nel frattempo, si sarebbero già fatti avanti 16 pretendenti. La cessione dovrebbe avvenire entro l'anno. Ma l'oggetto più importante della riunione ha riguardato la risposta da dare ai rilievi dell'Isvap sulla corporate governance del gruppo. A quanto si è appreso l'amministratore delegato Emanuele Erbetta ha presentato le sue proposte al board in previsione di decisioni che, grazie alla dilazione dei tempi ottenuta dalla commissione, saranno differenziate. Il 13 luglio prossimo il Cda di Fondiaria Sai tornerà a riunirsi per rispondere formalmente sulle questioni relative alla struttura dei controlli interni mentre il 2 agosto, in una nuova riunione, sarà la volta delle problematiche relative agli immobili ed alle operazioni in conflitto di interesse. Le ispezioni ed i rilievi dell'Isvap sulla corporate governance di Fondiaria Sai si collocano nell'attività istruttoria che l'authority sta svolgendo in preparazione della nuova normativa di vigilanza prudenziale di Solvency II. Martedì scorso il presidente della commissione Giancarlo Giannini, intervenendo all'assemblea degli assicuratori (Ania), aveva reso noto che l'attività di indagine ha interessato 9 gruppi e 62 imprese con rilievi finalizzati a migliorare le partecipazione e l'informazione dei consiglieri ai Cda, l'adeguatezza dell'assetto delle deleghe e delle funzioni di controllo. Nei mesi scorsi sotto i riflettori era finita la corporate governance di Generali ed ora sotto osservazione c'è il gruppo della famiglia Ligresti.

 

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