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L’aumento di capitale è un pass

Gli aumenti di capitale, realizzati, entro il 31 dicembre, con maggioranze semplificate possono dare accesso sia al credito d’imposta di società e soci, sia a liquidità a condizioni vantaggiose, tramite il Fondo patrimonio pmi. È l’effetto del combinato disposto di quanto previsto dal cosiddetto decreto Rilancio, il dl 34, convertito nella legge 77/2020, all’art. 26, e del decreto Mef 10 agosto 2020. Vediamo in dettaglio come usufruire di questi benefici fiscali e finanziari.

Gli aumenti di capitale agevolati. L’art. 44 del cosiddetto decreto Semplificazioni, il dl 76 (conv. con legge 11/9/2020 n. 120) prevede che le deliberazioni aventi a oggetto:

– gli aumenti del capitale sociale mediante nuovi conferimenti in denaro, o di beni in natura o di crediti ai sensi degli articoli 2439, 2440 e 2441 del codice civile;

– l’introduzione nello statuto della delega agli amministratori ad aumentare il capitale sociale, ai sensi dell’articolo 2443 c.c., per aumenti di capitale da deliberare (una o più volte fino a un ammontare determinato e per il periodo massimo di 5 anni),

possono essere approvate con il voto favorevole della maggioranza, semplice del capitale rappresentato in assemblea, anche qualora lo statuto preveda maggioranze più elevate. L’unica condizione richiesta, sia in prima che in seconda convocazione, è che sia rappresentata almeno la metà del capitale sociale.

Le maggioranze semplificate previste per le spa si applicano anche alle società a responsabilità limitata, ai sensi degli articoli 2480 c.c. (modificazioni dell’atto costitutivo), 2481 c.c. (modificazioni dell’atto costitutivo finalizzate ad attribuire i poteri di aumento di capitale agli amministratori), 2481-bis c.c. (aumenti di capitali mediante nuovi conferimenti).

Facciamo un esempio per meglio comprendere i termini della questione. Supponiamo che lo statuto della spa preveda per le assemblee straordinarie finalizzate agli aumenti di capitale che i soci deliberino con il voto favorevole del 70% del capitale sociale.

Ipotizzando che all’assemblea delegata all’aumento partecipi il 60% del capitale, l’assemblea sulla base delle previsioni statutarie, sarebbe considerata deserta e quindi l’aumento non potrebbe esser deliberato. Con le nuove norme, invece, che operano in deroga alle previsioni statutarie fino al 30 giugno 2021, fatto il 51% la percentuale dei partecipanti al voto, la delibera potrà essere assunta con il voto favorevole di soci che rappresentino il 25,5% più un voto del capitale partecipante. Secondo Assonime (circolare n. 25 del 2 ottobre 2020) le norme di agevolazione troveranno applicazione alle deliberazioni adottate dall’assemblea straordinaria di spa e sapa e di srl fino al 30 giugno 2021, senza che rilevi, invece, il momento di esecuzione dell’operazione deliberata. In altri termini, stante la delibera da adottarsi entro il 30 giugno la concreta esecuzione della stessa (e i relativi versamenti) potrebbero avvenire anche successivamente.

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