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L’atto costitutivo salva i sindaci

Qualora l’atto costitutivo della srl preveda espressamente di legare la nomina dell’organo di controllo al capitale minimo previsto per la costituzione delle società per azioni, quest’ultimo resta in carica fino a che tale capitale risulti pari o superiore a 50.000 euro. In ogni caso, per i sindaci l’eliminazione dell’obbligo di nomina legato al capitale determina la cessazione dell’incarico solo al termine del triennio di nomina.

È quanto si prevede nelle prime due massime redatte dalla commissione diritto societario del notariato di Roma in merito alle modifiche apportate al codice civile dal dl 24 giugno 2014 n. 91.

Prima massima. La prima massima è legata alle nuove disposizioni dell’art. 2477 c.c., che attraverso l’abrogazione del comma secondo e la modifica del terzo e sesto comma rendono non più necessaria la nomina dell’organo di controllo (o del revisore) nel caso in cui la srl abbia un capitale sociale pari o superiore a quello minimo delle spa. Capitale minimo, peraltro che lo stesso dl 91 (da convertire entro fine agosto) ha rideterminato da 120.000 a 50.000 euro.

La massima, a riguardo, distingue due specifiche ipotesi legate all’atto costitutivo.

La prima è quella in cui l’atto preveda espressamente che la nomina dell’organo di controllo sia legata oltre che ai parametri di cui al 3° comma dell’art. 2477 c.c., alla presenza, nell’ambito della srl del capitale minimo delle spa. In questo caso, fino a quando il capitale sociale della srl risulti pari o superiore al nuovo limite dei 50.000 euro l’organo di controllo dovrà essere mantenuto. Si può aggiungere in proposito che nel caso, in cui in queste situazioni l’organo di controllo non fosse stato nominato, la società dovrà provvedere ex novo a tale nomina (si pensi a società che, in vigenza delle vecchie disposizioni, per evitare la nomina dell’organo di controllo avevano stabilito un capitale sociale di 119.000 euro, legando la nomina del controllore al capitale minimo della spa, oggi ridotto), salvo provvedere ad una espressa modifica dell’atto costitutivo.

Di contro, nel caso in cui l’atto costitutivo, in merito all’organo di controllo si limiti a prevederne la nomina sulla base di un richiamo generico alle disposizioni di cui all’art. 2477 c.c. o alle ipotesi di legge, e la nomina sia stata legata al capitale sociale, tale obbligo verrà meno, in tutte le ipotesi in cui la srl non si trovi in una delle situazioni contemplate dal comma terzo dello stesso articolo (parametri che la obbligano al bilancio in forma ordinaria, obbligo di redazione del consolidato, controllo di altra società a sua volta obbligata al controllo legale dei conti).

Seconda massima. Con essa si prende in considerazione la sorte degli organi di controllo cioè dei collegi sindacali o sindaco unico nominati nelle srl anteriormente alla entrata in vigore del dl 91/2014 cioè anteriormente al 25 giugno .

Come da noi, da tempo, sostenuto su queste pagine (si veda Italia oggi del 24 giugno ed Italia Oggi 7 del 7 luglio scorso), il notariato capitolino ritiene che i sindaci nominati in virtù del capitale pari o superiore a 120.000 euro, restino in carica fino alla regolare scadenza del loro mandato triennale (assemblea delegata ad approvare il terzo bilancio successivo al conferimento dell’incarico). Ciò vale, ovviamente a meno che non intervengano nel frattempo ulteriori legittime cause di cessazione (decesso, dimissioni o ipotesi di revoca per giusta causa dei controllori).

 

Terza massima. I sistemi «semplificati» di valutazione previsti dall’art. 2343-ter c.c., che consentono di fare a meno della relazione di stima per i conferimenti di valori mobiliari ovvero di strumenti del mercato finanziario o per i conferimenti al fair value sono estesi, a mezzo dell’art. 20 del dl 24 giugno 2014, n. 91, anche ad altre due casistiche. La prima riguarda i casi di acquisti «pericolosi» ex art. 2343-bis c.c., la seconda concerne le situazioni di trasformazione di società di persone in società di capitali ex art. 2500-ter c.c.. In entrambe le fattispecie è possibile evitare la relazione giurata purché la valutazione volontaria, sia essa redatta ad hoc, che già preesistente per altri fini, provenga da un esperto indipendente dotato di adeguata e comprovata professionalità. In tal senso sono confermate le massime n. 105 del notariato di Milano e H.A.13 del Triveneto.

Nella trasformazione i sei mesi entro cui riferire la stima si computano dalla data della delibera di trasformazione. Gli amministratori possono eseguire il controllo della stima nel termine di 30 giorni dalla iscrizione della relativa delibera al R.I..

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