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L’asta di FonSai va in porto. Tutti i diritti sono collocati

Nel gioco del poker equivarrebbe ad un chip: il costo di una cena per aver il diritto di aggiudicarsi il 30% del capitale di Fonsai. Fatti i conti è il risultato dell’asta dei diritti inoptati del gruppo assicurativo che, partita in sordina il giorno precedente, ieri ha registrato l’en plain.
L’intero lotto di 1 milione 153mila diritti è stato aggiudicato per un controvalore totale non certo da capogiro, appena 230 euro. In pratica ciascun diritto – consente di acquistare 252 titoli ordinari del gruppo assicurativo al prezzo unitario di 1 euro – è stato collocato alla cifra poco più che simbolica di 0,0002 euro.
Le modalità dell’asta spiegano quanto è accaduto. Il primo giorno i diritti sono stati offerti dall’emittente ad un prezzo predeterminato, 5,12 euro, riscuotendo uno scarso successo. Ieri, invece, sono stati collocati “al meglio” con il risultato di venderli tutti azzerandone, in pratica, il prezzo. Ora il successo del collocamento dipenderà dalla percentuale di conversioni. Cioè da quanti, entro lunedì prossimo, decideranno di esercitare il diritto acquistando le relative azioni, un pacchetto che vale 290 milioni (poco più del 30% del nuovo capitale sociale).
Nell’ambienti delle banche del consorzio del collocamento e dell’intermediario (Equita sim) che ha curato l’operazione si esprimeva ieri soddisfazione per un buon numero di investitori istituzionali, italiani e stranieri, che hanno partecipato all’asta. Un segnale – è stato sottolineato – dell’interesse che l’operazione sta suscitando nel mercato. Tra questi c’è anche Unipol che, nei giorni scorsi, ha già annunciato l’intenzione di rilevare un ulteriore 4,9% di Fonsai in aggiunta al 36,7% che già controlla attraverso Premafin.
Nell’asta di ieri, però erano al lavoro anche gli arbitraggisti (pur in difficoltà per il blocco delle vendite allo scoperto) che hanno comprato diritti e venduto titoli per allinearne il valore. Ieri l’ordinaria Fonsai ha perso il 2,24% (a 1,005 euro) rimanendo un pelo al di sopra del prezzo di esercizio delle nuove azioni.
Un andamento sostanzialmente simile si è manifestato anche per gli altri diritti inoptati andati ieri in asta. Erano quelli relativi alle azioni di risparmio Fonsai (per 141 milioni di euro), alle azioni ordinarie (229 milioni di euro) e privilegiate ( 145 milioni di euro) di Unipol. In questo caso non c’è stato ancora il “tutto esaurito”.
Sono stati collocati 2 milioni 830 mila diritti sui titoli ordinari Unipol (sui 5,73 milioni offerti) circa 2 milioni di diritti (su 7,4 milioni) relativi ai titoli privilegiati Unipol e 263mila diritti sulle azioni di risparmio Fonsai (su 993mila messi in asta). In tutti questi casi il prezzo dei diritti si è già praticamente azzerato. E allo stesso tempo l’effetto degli arbitraggi ha pesato su titoli sottostanti. Unipol ordinaria ha chiuso la seduta a 2,002 euro (-3,19%) mentre l’Unipol privilegiata ha lasciato sul terreno il 5,37% (a 1,057 euro).
L’asta, per le quantità ancora disponibili, andrà avanti fino a venerdì. Poi, appunto, ci sarà tempo fino a lunedì prossimo per esercitare i diritti. E, a quel punto, sulle impegnative operazioni sul capitale di Fonsai ed Unipol (ciascuna per 1,1 miliardi) calerà finalmente il sipario.

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