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L’asta BTp fa il pieno, tassi in calo

In una giornata contrassegnata da volumi sottili, la Borsa italiana ha messo a segno la miglior performance europea: merito della buona intonazione dei titoli industriali, energetici in primis, e dei titoli bancari, nonostante la notizia dell’ispezione di Bankitalia sui crediti deteriorati di 20 istituti. Milano ha guadagnato così l’1,64%, dopo il calo dell’1% del giorno prima, seguita da Madrid (+0,96%) mentre più risicati sono stati i guadagni di Parigi (+0,45%), Francoforte (+0,15%) e Londra (+0,2%).
BTp, aste positive
L’attenzione degli operatori ieri era concentrata in particolare sulle aste di titoli italiani a medio-lungo termine. Un collocamento che è andato bene, nel complesso. Il Tesoro ha assegnato l’importo massimo previsto sui due BTp a 5 e 10 anni, rispettivamente 3 e 3,75 miliardi di euro, con tassi in discesa ai minimi dallo scorso maggio. Nel dettaglio i 3 miliardi di BTp a cinque anni (scadenza 2018) hanno registrato un calo del rendimento al 3,22% dal 3,47% dell’asta di un mese fa. Il nuovo benchmark decennale (marzo 2024) è stato collocato al 4,46% rispetto al 4,55% di fine giugno, quando però in asta c’era il precedente decennale “maggio 2023”. I bid-to-cover, ovvero il rapporto tra domanda e offerta, sono apparsi in miglioramento. Sulla scadenza quinquennale il rapporto di copertura è salito da 1,30 a 1,36, sui dieci anni da 1,32 si è passati a 1,46. Dati positivi, sì. Ma che potevano essere ancor più soddisfacenti. La convinzione diffusa tra gli operatori, prima dell’asta, era che la massiccia dose di liquidità in arrivo sul mercato potesse fare da supporto alla domanda. Domani il Tesoro rimborserà infatti agli investitori circa 33,6 miliardi di euro, tra titoli in scadenza e coupon. Alla luce di questo afflusso, «ci si poteva aspettare una domanda un po’ più forte», spiega Chiara Cremonesi, analista obbligazionaria di UniCredit. Invece «da un lato il clima estivo e dall’altro l’incertezza legata alla sentenza su Berlusconi e i possibili riflessi sul governo hanno frenato un po’», aggiunge l’analista. A fine giornata, tuttavia, sul mercato secondario i BTp hanno tenuto. Il tasso a 10 anni è addirittura sceso, al 4,4% dal 4,46% dell’apertura, mentre lo spread è sceso a 273 punti base contro i 279 della seduta precedente.
Borse, occhi sulla Fed
Sul fronte azionario, come detto Piazza Affari è apparsa come la borsa più tonica, in un quadro europeo di sostanziale cautela. L’intero paniere è stato comprato (37 su 40 sono cresciuti) pur in un qudro di volumi del 20% inferiori alla media degli ultimi 10 giorni. Milano è salita in particolare grazie ai rialzi dell’energia, da A2A (+2,90%) a Enel (+2,25%), passando per Enel Green Power (+2,01%) ed Eni (+1,28%). Brillante tuttavia è stata la giornata dei titoli bancari, cresciuti a livello di settore dell’1,91% contro un -0,24% su scala europea.
Nel complesso, le borse europee sono apparse caute e con volumi in calo (se si fa eccezione per la fiammata sulla borsa di Francoforte, dove gli scambi sono schizzati del 50% rispetto alla media degli ultimi 10 giorni). Poco ha contato il settimo rialzo consecutivo della fiducia dei consumatori tedeschi. Né, d’altra parte, che la recessione in atto in Spagna sia apparsa inferiore al previsto nel secondo trimestre. A tenere sulla corda gli operatori sono sempre i meeting delle banche centrali attesi per oggi e giovedì. Oggi, in particolare, toccherà alla Fed, il cui comitato monetario (Fomc) emetterà un comunicato che potrebbe dare qualche chiarimento in più sulla riduzione degli acquisti di titoli di Stato da parte della banca centrale americana. Domani, invece, toccherà a BoE e Bce.

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