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L’assicurazione vale nei calcoli anti-usura

L’assicurazione sulla vita a garanzia della cessione dello stipendio va conteggiata nella determinazione del tasso-soglia usurario previsto dalla legge 108/96. Lo sostiene il tribunale collegiale di Padova (presidente Bellavitis, relatore Marani) in un’ordinanza del 14 marzo.
Con un provvedimento d’urgenza di gennaio, il giudice monocratico aveva sospeso il pagamento delle rate residue di un finanziamento dovute dal ricorrente a una Spa. L’ordinanza aveva affermato che si era superato il tasso-soglia, tenuto conto anche delle spese di assicurazione che l’istituto convenuto era obbligato a chiedere in base all’articolo 54 della legge 180/54. Secondo il giudice, ricorreva anche il “periculum in mora”, perché la decurtazione del quinto dello stipendio non consentiva al ricorrente di far fronte alle basilari esigenze della vita.
La società ha però contestato la decisione del primo giudice di fare riferimento a pronunce relative alla commissione di massimo scoperto, sostenendo che questo istituto ha natura e funzione diverse rispetto alle spese di assicurazione. La reclamante ha aggiunto che il pericolo era inesistente, dato che le ritenute erano state applicate nella misura prevista dalla legge; inoltre, il ricorrente avrebbe potuto pagare la rata «senza particolari problemi (…) in considerazione della mancanza di altri finanziamenti» che ne avrebbero ridotto il reddito.
Invece, secondo il tribunale, la voce di spesa per la copertura assicurativa, nonostante la sua diversa natura, è strettamente collegata con la commissione di massimo scoperto, che remunera l’istituto di credito per il fatto di avere messo le somme a disposizione del titolare di un conto corrente con autorizzazione alla scopertura. Le spese di assicurazione fanno parte dei costi obbligatori dell’esercizio del credito, in quanto la banca deve avere (per legge) garanzia contro i rischi di eventi che impediscano il recupero delle somme versate al suo debitore; fanno dunque parte di quell’ampio elenco di voci, indicato dall’articolo 2 della legge 108/96, per la determinazione del tasso usurario (commissioni, remunerazioni e spese, escluse imposte e tasse). Né rileva il fatto che, all’epoca in cui il finanziamento era stato erogato, le istruzioni della Banca d’Italia escludevano le spese assicurative dal Tegm. Secondo i giudici hanno, queste istruzioni non hanno carattere vincolante per l’autorità giudiziaria.

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