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L’assemblea va alla conta

Oltre 5 ore di dibattito serrato: tanto è durata l’assemblea straordinaria dei soci di Alitalia, convocata dal cda per varare l’aumento di capitale da 300 milioni di euro (più 200 di rifinanziamenti da parte delle banche). L’assemblea si è conclusa a tarda notte.

Ma i soci, cui si sono aggiunte le Poste italiane, che contribuiranno con 75 mln di euro, avranno tempo un mese per versare le loro quote. È quindi tutta da verifi care la volontà dei soci francoolandesi di Air France-Klm di sottoscrivere la loro quota, che dovrebbe portarli a detenere circa il 50% della compagnia italiana. Con il tempo a disposizione, possono ribadire le loro condizioni per una concreta discesa in campo; altrimenti, potrebbero decidere di non mettere mano al portafoglio. Ma le condizioni, vere o presunte, che sarebbero state avanzate (taglio di rotte e aerei nell’intercontinentale, taglio degli occupati, Alitalia compagnia regionale al servizio del socio forte) non collimano con gli interessi che il governo vuole salvaguardare. Da qui la possibilità, in questo lasso di tempo, che entrino in gioco altri soci esteri, che potrebbero sostituire, o, più probabilmente, affi ancare il socio franco-olandese. Potrebbe tornare a brillare la stella della compagnia degli Emirati arabi, Etihad, che più volte ha espresso interesse per Alitalia. Non saranno della partita, invece, né i tedeschi di Lufthansa, né i russi di Aerofl ot. «Non abbiamo alcun interesse a guardare ad altre compagnie, inclusa Alitalia», ha detto Martin Riecken, portavoce Europe di Lufthansa. Un gentile, ma fermo «niet» è venuto anche da Mosca. «Al momento non stiamo studiando alcun possibile acquisto di quote azionarie di Alitalia», ha riferito un portavoce di Aerofl ot. Le altre compagnie, intanto, stanno alzando le barricate contro il piano di salvataggio della compagnia aerea italiana. Iag, International airlines group, di cui fanno parte British airways, Iberia e Vueling, ha defi nito ieri «illegale» l’intervento in Alitalia, perché rappresenta un aiuto di stato; Iag ha detto di attendersi un intervento della Commissione europea. «Ci siamo sempre opposti agli aiuti di stato. Si tratta di protezionismo, che mina la competizione e favorisce il fallimento delle aviolinee, che non hanno il controllo della realtà economica», spiega un portavoce della Iag, la terza maggior compagnia europea per valore di mercato. «Noi chiederemo e ci attendiamo un intervento della Commissione europea», ha concluso. La Commissione europea ha replicato, affermando che valuterà se il piano di salvataggio di Alitalia sia conforme alle regole Ue. Per Bruxelles, l’Italia dovrà notifi care il piano di salvataggio da 500 milioni alle autorità europee, che dovranno valutare se le misure siano allineate alle regole Ue. «Solo dopo potremo valutare la sua compatibilità con le regole sugli aiuti di stato», ha fatto sapere Antoine Colombani, portavoce della Commissione. «Non siamo in presenza di aiuti di stato, né li volevamo», ha invece replicato ieri sera il ministro dei trasporti, Maurizio Lupi a Radio Rai 1.

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