Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

L’asse inedito con Mediobanca cambia gli equilibri della finanza

MILANO — L’operazione lanciata da Intesa Sanpaolo su Ubi presenta, rispetto al passato, alcune novità dal punto di vista dell’equilibrio dei poteri in campo che vale la pena rimarcare. Innanzitutto stupisce il non coinvolgimento nell’operazione dell’eminenza grigia di Intesa Sanpaolo, il presidente emerito Giovanni Bazoli; in secondo luogo colpisce l’inedita alleanza tra la banca guidata da Carlo Messina e il suo advisor nell’operazione, cioé la Mediobanca di Alberto Nagel.
Partiamo dalla prima novità: Bazoli, di fronte alle richieste dei giornalisti ha ritenuto di dover fare chiarezza addirittura emettendo un comunicato. «Non intendo, almeno per il momento, dare alcun commento, se non per precisare che io ho conosciuto la decisione di Intesa Sanpaolo ieri sera, al momento della comunicazione ai mercati, perché i responsabili della banca hanno ritenuto – credo correttamente, data la mia posizione e la mia storia – di non coinvolgermi in alcun modo nella decisione».
È un comunicato che comunque lascia trasparire una certa complessità nell’operato di Messina. Difficile pensare, fino a ieri, a un’operazione con Intesa protagonista senza il coinvolgimento di colui che ha pensato e formato il primo gruppo italiano partendo dalle ceneri del banco Ambrosiano. Dalla Cariplo alla Comit, al San Paolo di Torino, le aggregazioni di Intesa hanno sempre avuto Bazoli nel ruolo di grande facilitatore.
Tuttavia questa volta ciò non è avvenuto anche se la giustificazione di Messina è stata ineccepibile. Bazoli infatti è storicamente, e anche attraverso la sua famiglia, presente nella compagine azionaria di Ubi, cioé la banca oggetto dell’offerta pubblica di scambio. E dunque se Messina avesse avvertito anzitempo delle sue intenzioni Bazoli avrebbe fornito un’informazione sensibile alla parte avversaria, violando il Testo Unico della Finanza. Quel «credo correttamente», espresso da Bazoli nel suo comunicato, sta a significare una ulteriore verifica e un’analisi più approfondita della situazione, i cui risvolti potrebbere emergere più avanti.
La seconda novità è rappresentata da Intesa e Mediobanca sulla stessa sponda. Quello che per molti anni non è stato possibile, cioé l’avvicinamento tra la finanza cattolica e la finanza laica, è riuscito per la prima volta ieri a Messina e Nagel. In tutte le partite finanziarie italiane, Intesa e Mediobanca si erano sempre trovate su fronti opposti.
L’ultimo caso che si ricorda è il tentativo di Intesa di portare un affondo su Generali, tentativo in realtà mai ufficializzato ma solo ventilato. Tanto bastò a far salire sulle barricate gli uomini di Piazzetta Cuccia a difesa del fortino assicurativo contro l’invadenza della banca di sistema. Proprio da quel fallito tentativo, dicono ora gli emissari delle due sponde, è iniziato il feeling tra Nagel e Messina, giovani condottieri con l’inclinazione a guardare più ai numeri e ai mercati che agli equilibri di potere del passato. Con un terzo protagonista interessato, la Unipol di Carlo Cimbri, che in questa operazione fornisce una sponda importante attraverso la partecipata Bper. In molti sostengono che Messina si sia rivolto a Nagel come advisor proprio per creare un ponte con Cimbri e Bper, visti i buoni rapporti che Mediobanca ha con Unipol dai tempi della conquista della Fonsai dei Ligresti. Solo il tempo ci dirà se la convergenza di interessi tra i tre uomini forti della finanza italiana si trasformerà in un’alleanza duratura.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Cdp ha appena celebrato il più grande matrimonio del 2020, quello che ha portato alle nozze Sia (4,...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Era nell’aria, adesso c’è la conferma ufficiale: l’Opa del Crédit Agricole Italia è «inatt...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Iccrea esce dal capitale di Satispay ma non abbandona il fintech. L'operazione, anzi, ha l'obiettivo...

Oggi sulla stampa