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L’apprendistato cerca il rilancio

«La garanzia giovani utilizzerà il parco macchine che abbiamo a disposizione». Fuori dalla metafora utilizzata dal sottosegretario al Lavoro, Carlo Dell’Aringa, i punti di contatto per i giovani, per dar loro un’opportunità lavorativa o per fare orientamento, saranno costituiti dai centri per l’impiego, affiancati dagli operatori privati.
«Certo – ha ammesso Dell’Aringa – in molti casi i centri per l’impiego non funzionano, ma noi dobbiamo far circolare le esperienze positive. Non abbiamo la possibilità di mettere mano a un riordino del sistema. Tra l’altro le politiche attive sono di competenza regionale, ogni autonomia ha scelto la propria strada e non possiamo prescindere da questa realtà multiforme. Ci saranno semplicemente i poteri sostitutivi là dove non esiste nulla». L’obiettivo del Governo, con la garanzia giovani, è di oliare gli strumenti già a disposizione, come gli stage, l’apprendistato per orientare e dare una chance di lavoro agli under 29. Anche con incentivi all’autoimprenditorialità.
Dell’Aringa ha tratto le conclusioni al termine della giornata di studi organizzata, a Roma, da Adecco su criticità e vantaggi dell’apprendistato. A margine dell’incontro Dell’Aringa ha anticipato che al ministero si stanno riscrivendo, in termini molto selettivi, i criteri per la Cig in deroga, in attesa che il sostegno al reddito sia coperto dai Fondi di solidarietà, alimentati dai contributi di aziende e lavoratori. Con un nuovo aumento al costo del lavoro.
Al seminario, presenti i dirigenti di un centinaio di aziende, si è confermato lo scarso utilizzo del contratto di apprendistato. Complice la crisi economica, come ha detto Giuliano Cazzola, economista ex montiano, le aziende non si sbilanciano a stipulare contratti formativi. La nota positiva – sottolineata dall’ex senatore Pd, Tiziano Treu – è che le norme sono state semplificate, si è riusciti a superare l’ostacolo della formazione esterna, con la contrapposizione tra Stato e Regioni. Ora un ruolo centrale spetta alle parti sociali.
Con il decreto Istruzione si è inoltre affermata la centralità dell’alternanza tra studio (a scuola o all’università) e lavoro. Infine, l’apprendistato è possibile nello staff leasing senza restrizioni di settore. «Si sconta la difficoltà di far comprendere i vantaggi di questo strumento alle imprese. Tuttavia – ha affermato Federico Vione, ad di Adecco – l’assistenza dell’Agenzia nella gestione della parte formativa costituisce un valore aggiunto che può indirizzare la scelta delle imprese». Non mancano, d’altra parte, le esperienze positive. Finmeccanica ha aperto a fine luglio un “bando” internet per l’assunzione di 1.500 apprendisti, diplomati e laureati a cui sono arrivati circa 60mila curricula. Per Eataly il ricorso all’apprendistato è iniziato quando è stato possibile fare la formazione in azienda. Infine Indesit, dove al di là della riorganizzazione, non si rinuncia alla ricerca di talenti, da coinvolgere con l’alto apprendistato.
La capacità di sviluppare e attrarre talenti costituisce un fattore di competitività: l’indice elaborato dallo Human capital leadership institute di Singapore, in collaborazione con Adecco, vede l’Italia al trentaseiesimo posto su 103 paesi. In vetta alla classifica: Svizzera, Singapore e Danimarca.

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