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L’appello è precluso a chi non era parte in Ctp

Chi non è stato parte nel processo di primo grado non può presentare appello. È quanto emerge dalla sentenza 2747/7/2014 della Ctr Lombardia (presidente Arbasino, relatore Gatti).
Il contenzioso riguarda le tasse automobilistiche non pagate da una donna e recuperate con cartella esattoriale. Nel ricorso, la contribuente ha contestato l’omessa notificazione dell’accertamento indicato in cartella a cui avrebbe fatto seguito la prescrizione triennale del diritto alla riscossione del tributo. L’atto era stato notificato soltanto al concessionario della riscossione non costituitosi. La Ctp considera «compiuto il termine di prescrizione triennale entro il quale deve essere richiesto il pagamento dell’imposta» in quanto «l’ufficio non ha in alcun modo documentato di aver regolarmente notificato l’avviso di accertamento sul quale la cartella si fonda».
L’ente impositore, pur non essendo stato parte del giudizio di primo grado, ha appellato la sentenza. Secondo la Regione l’accertamento è stato regolarmente notificato anche se la prova non si è potuta fornire a seguito della mancata ricezione del ricorso introduttivo.
La Ctr dichiara inammissibile l’impugnazione. Dalla lettura della sentenza risulta che sono legittimati ad appellare solo quanti sono stati parte del giudizio in Commissione tributaria provinciale. In pratica, nel caso specifico si trattava della contribuente (costituitasi regolarmente) e del concessionario della riscossione che, invece, non si è costituito. Mentre la Regione non poteva avere legittimazione ad appellare non essendo stata parte in primo grado.
La pronuncia si ispira a due sentenze di Cassazione: la 23129/2010 e la 10208/2002. Per la prima, «la legittimazione all’impugnazione spetta esclusivamente a chi abbia assunto la qualità di parte nel giudizio conclusosi con la sentenza impugnata». Per la seconda, è inammissibile il ricorso proposto in proprio dai singoli soci di una Snc perché è «legittimato a ricorrere per Cassazione solo il soggetto che, secondo quanto risulta dalla sentenza impugnata, sia stato parte del giudizio di appello anche nel caso di sentenza resa nei confronti di società di persone, in quanto la società, sebbene sprovvista di personalità giuridica formale, è pur sempre un distinto centro di interessi, dotato di una sua propria sostanziale autonomia e, quindi, di una propria soggettività capacità processuale distinta da quella dei soci».

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