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L’apertura di Merkel e Schäuble Padoan: intesa sulle banche vicina

Arrivano rassicurazioni su una soluzione in Europa per eventuali difficoltà del Montepaschi e di altre banche italiane. La cancelliera tedesca Angela Merkel, il suo ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble e il presidente olandese (filo Berlino) dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem hanno manifestato un cauto ottimismo sull’esito della non facile trattativa in corso tra Roma e Bruxelles.

Per Merkel le difficoltà di banche italiane verranno «risolte bene» con le «intense discussioni» tra la Commissione e il ministero dell’Economia. Schäuble, pur richiamando i limiti Ue sugli aiuti di Stato, ha detto di «non vedere» crisi bancaria in Italia e che ha «piena fiducia» sulle soluzioni perché «non è colpa degli italiani, né dei tedeschi, né di nessun altro se la situazione, dopo il voto inglese (su Brexit, ndr ), è volatile». Dijsselbloem ha dichiarato che le difficoltà nel credito saranno superate «ben prima che parta il referendum in Italia».

«Con la Commissione sono fiducioso che raggiungeremo molto presto un accordo, che sarà nell’interesse dell’Italia, dell’Ue e all’interno delle regole» ha detto il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan al termine dell’Ecofin a Bruxelles. «Il governo metterà in campo strumentini di natura precauzionale, se necessario, con l’obiettivo di sostenere le operazioni di mercato», ha precisato Padoan, che è apparso orientato a precedere le valutazioni sulla solidità del Montepaschi e di altre 52 banche Ue (stress test) annunciate dall’Autorità bancaria europea per il 29 luglio prossimo. Anche perché un via libera ritardato della Commissione all’Italia potrebbe generare polemiche qualora gli stress test sorvolassero — come in passato — sulle maxi esposizioni su derivati di banche tedesche, francesi o olandesi (penalizzando gli istituti italiani gravati da crediti inesigibili). Padoan ha ricordato che «l’azione del governo e della Banca d’Italia è quella di garantire parità di condizioni per tutti».

All’Ecofin non era in agenda il caso Italia. Ma il ministro delle Finanze ceco Andrej Babis ha sostenuto che, più di Brexit, «il problema più grande per l’Europa potrebbe essere la salute di alcune banche italiane». Padoan ha replicato che il sistema nazionale «rimane solido» e con «poche specifiche criticità», pur dopo «tre anni di recessione profonda da cui si sta uscendo». Ha accusato di «dichiarazione completamente infondata» chi considera «elevato» il rischio dietro i 360 miliardi di crediti inesigibili (di cui 200 miliardi lordi di «sofferenze», che al netto scenderebbero a 87 coperte da 120 miliardi di garanzie). Ha aggiunto che l’Ecofin ha attribuito a Brexit di aver «fatto emergere instabilità in tutto il sistema europeo». E che in Italia il governo garantirà «tutela assoluta a risparmiatori e famiglie». I piccoli obbligazionisti potrebbero essere inclusi. Schäuble, Dijsselbloem e la Commissione europea pretendono però il rispetto delle regole Ue nell’attribuzione delle perdite bancarie agli azionisti e ai grandi investitori. Chi ha rischiato ingenti capitali sui bond bancari subordinati, che offrivano interessi più alti della media, perderebbe almeno i guadagni extra incassati.

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