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L’Antitrust: più concorrenza contro la corruzione

La concorrenza come leva per la ripresa e sicuro antidoto alla corruzione, «vera e propria tassa occulta per il sistema economico», quest’ultima, una malattia che si diffonde come un «cancro» nell’economia. Giovanni Pitruzzella torna ai fondamentali della Concorrenza a 25 anni dalla legge che ha istituito in Italia l’Antitrust, presentando in Parlamento la sua relazione annuale. Un anniversario celebrato, tra le altre cose, con il raggiungimento della piena parità di genere nell’Authority, dove il 50% degli incarichi direttivi sono stati attribuiti alle donne. E con un significativo taglio dei costi di gestione («che non gravano sul bilancio dello Stato, bensì sulle imprese sottoposte per legge al suo controllo», ricorda il presidente) , a partire dalle spese per le auto di servizio tagliate del 72%. 
Il Garante rivendica a Montecitorio compiti e ruolo dell’Authority, prendendo la parola davanti al Capo dello Stato, Sergio Mattarella, e ai presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Piero Grasso, puntando il dito contro le troppe disuguaglianze e rendite. «In Italia la struttura economica, ha creato grandi zone di privilegio: invece del mercato aperto sono prevalse le rendite di posizione», osserva Pitruzzella. «La rendita – afferma – non crea nuova ricchezza, ma sottrae dal sistema una quota di risorse, che sarebbe rimasta ad altri, come i consumatori o i soggetti pubblici, incidendo negativamente sull’aumento della domanda aggregata o sull’impiego delle stesse da parte dei bilanci pubblici al fine di stimolare la crescita o promuovere la coesione sociale».
Pitruzzella riconosce lo sforzo riformatore in atto e cita in particolare il Jobs Act, delega per la P.a., la nuova disciplina della giustizia civile, la delega fiscale, la riforma degli appalti, progetto sulla banda ultra larga. E in tema di telecomunicazioni, il controllo dell’infrastruttura «da parte dell’operatore verticalmente integrato», come è il caso di Telecom, «può diventare una rendita» senza le garanzie per l’accesso agli altri operatori» avverte. Una spinta all’apertura dei mercati, potrà venire dall’approvazione in Parlamento del ddl concorrenza, che interessa da vicino assicurazioni, servizi professionali, distribuzione dei carburanti e dell’energia. «L’opposizione delle lobbies sarà assai intensa – prevede il Garante – ma il Parlamento saprà resistervi».
Infine, il conflitto d’interesse. Anche se la «fase patologica dei divieti post-carica è stata pressoché eliminata» assicura, vanno rafforzate, a livello normativo, le misure preventive contro il conflitto di interessi e i poteri di enforcement dell’Antitrust.
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