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L’Antitrust multa per 15 milioni le banche e i broker Idb e Dpi

Modalità di offerta «gravemente ingannevoli e omissive». Prezzi «autonomamente fissati e progressivamente aumentati negli anni» dai broker (a livelli molto superiori a quelli dei listini internazionali, come dimostrano analisi elaborate da Consob), presentati invece come «quotazioni emergenti dalla contrattazione in mercati organizzati». C’è questo e altro nelle decisioni con le quali l’Antitrust ha sanzionato Idb e Dpi, i due principali broker di “diamanti da investimento” collocati allo sportello, e le banche che collaboravano a «proporre l’investimento a una specifica fascia della propria clientela». Le sanzioni sono pesanti: 9,35 milioni per il canale gestito da Intermarket Diamond Business (2 milioni per Idb, 4 per UniCredit e 3,35 milioni per Banco Bpm, le due banche maggiori della rete) e 6 milioni per il canale gestito da Diamond Private Investment (1 milione per Dpi, 3 per Banca Intesa e 2 per Mps).
Per primo in Italia Plus24, settimanale di risparmio del Sole 24 Ore, da anni ha messo in luce i rischi di questi investimenti presentati come “sicuri” e in grado di “proteggere dall’inflazione”. Secondo l’Antitrust, «il fatto che l’investimento fosse proposto da personale bancario e la presenza del personale bancario agli incontri tra broker e clienti, forniva ampia credibilità alle informazioni contenute nel materiale promozionale, determinando molti consumatori all’acquisto senza ulteriori accertamenti». L’Autorità ha poi «accertato la violazione da parte di Idb e Dpi dei diritti dei consumatori in merito al diritto di recesso e, per Idb, anche al foro competente» per le controversie.
Interpellate, le banche e le società multate non hanno risposto. Quanto a Idb, la società «prende atto della delibera dell’Agcm, giunta dopo mesi di attesa. Oggi, però la società non può non rilevare già da una prima lettura come la pronuncia dell’Authority appaia inficiata da gravi errori sia nell’accertamento dei fatti sia in linea di diritto. Idb ha pertanto deliberato di dare incarico ai propri legali di impugnare il provvedimento al Tar. Idb ritiene di aver agito sempre nell’interesse dei propri clienti e del mercato dei diamanti: potrà finalmente, dopo mesi di sospensione dell’attività nell’attesa del provvedimento di Agcm, riprendere la vendita dei diamanti, tenendo conto, come preannunciato, delle indicazioni contenute nel provvedimento».
Le società coinvolte hanno 60 giorni per ricorrere al Tar contro le sanzioni. Intanto la Procura di Milano indaga per truffa: a giugno ha perquisito cinque delle banche che hanno collaborato ai collocamenti, incassando commissioni per valori arrivati sino al 20% del prezzo pagato dai risparmiatori.
Nicola Borzi

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