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L’Antitrust: il protezionismo non difende dalla crisi

ROMA — «La concorrenza non è un privilegio che ci si può concedere esclusivamente durante i cicli economici espansivi». E’ questo il monito lanciato dal Garante Antitrust, Giovanni Pitruzzella, che ha affrontato la sua prima Relazione annuale al Parlamento con stile asciutto e concreto. «In periodi di recessione — ha detto — acquistano forza le sirene del protezionismo e della tutela delle imprese più deboli contro il pericolo della loro estromissione dal mercato». Ma per il Garante «non è questo il modo per perseguire obiettivi di coesione sociale» e, prima ancora, di innescare «efficaci e duraturi processi di ripresa economica». Occorre invece lavorare per togliere i «tappi» che frenano la ripresa economica.
Ripercorrendo i provvedimenti posti in atto dal governo Monti, Pitruzzella gli ha dato atto di aver assunto «importanti misure volte a aprire i mercati» con il decreto cresci Italia, in particolare con la separazione Eni/Snam, della quale sarà «necessario valutare i legami anticompetitivi» che potrebbero crearsi tra le società facenti capo alla Cassa depositi e prestiti. Nel campo della vendita dei carburanti il Garante ha apprezzato le norme sulla liberalizzazione dell’attività di distribuzione. Un passaggio della relazione è stato dedicato all’istituzione dell’Autorità dei trasporti che avrà «immediato rilievo» in un settore, quello ferroviario, «dove la concorrenza è ancora insufficiente». Sul punto l’ad di Ferrovie, Mauro Moretti, ha replicato che «ci sono tutte le regole» e adesso «si stanno aspettando i concorrenti», mentre per l’omologo di Ntv, Giuseppe Sciarrone, «ci sono resistenze e difficoltà che vanno superate».
Positivo il giudizio del Garante sulla riforma delle professioni, in particolare sulla liberalizzazione delle tariffe. Il pericolo è che ci siano «passi indietro per effetto del prevalere di interessi corporativi». Il riferimento esplicito è al dibattito apertosi in questi giorni sulla riforma forense che «crea serie preoccupazioni».
Tra i settori a maggiore poten- zialità di crescita Pitruzzella ha messo nel mirino il commercio elettronico e la rete in generale, puntando un dito contro i motori di ricerca «come Google, che potrebbe diventare monopolista» nel mercato della raccolta pubblicitaria e che, in «assenza di regole adeguate», rischia di «marginalizzare l’industria editoriale». Un allarme considerato «apprezzabile» dal presidente di Telecom Italia, Franco Bernabè, ma non dalla stessa Google, secondo cui «quello della pubblicità è un settore altamente competitivo e in costante evoluzione». Mentre per l’amministratore delegato di Vodafone, Paolo Bertoluzzo, Pitruzzella con la sua relazione si è mostrato attento «al contesto storico e sociale» mettendo a fuoco anche «settori dove prevalgono ancora corporativismi ed antichi privilegi».
Il Garante ha inoltre segnalato il «pluralismo istituzionale esasperato» che moltiplica gli adempimenti e «crea conflitti penalizzanti» e contro cui occorre «un’opera di disboscamento» con effetti di contenimento dei costi e maggiore efficienza. A questo proposito Pitruzzella ha elogiato il provvedimento del «salva Italia» che autorizza l’Autorità a indirizzare all’amministrazione che abbia compiuto atti «contrari ai principi di concorrenza» un parere cui uniformarsi, con la possibilità, in caso questa non vi adempia, di portarla davanti al giudice amministrativo.

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