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L’Antitrust attacca i colossi tlc “Frenano l’operatore low cost”

Il Davide low cost prova a mettere nei guai tre giganti delle tlc che operano in Italia. Bip Mobile, un operatore mobile “virtuale”, che si appoggia cioè su una rete preesistente (quella di H3G), si è rivolto all’Antitrust per denunciare la sostanziale impossibilità ad entrare nel mercato delle reti cellulari. E l’autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, due giorni fa, ha deciso di dare il via ad un’istruttoria per verificare se Telecom, Vodafone e Wind stiano davvero mettendo in atto «un’intesa restrittiva della concorrenza finalizzata a escludere» la nuova società italiana, che segue il solco tracciato in Francia dall’operatore low cost Free Mobile.
Il provvedimento, notificato ieri alle tre imprese nel corso di alcune ispezioni eseguite dai funzionari del Garante in collaborazione con il Gruppo Antitrust del Nucleo Speciale Tutela Mercati della Guardia di Finanza, è partito proprio in seguito alla denuncia del nuovo operatore. Bip ha segnalato il presunto accordo fra Telecom, Vodafone e Wind (che detengono insieme oltre il 90% del mercato della telefonia mobile). Un “patto” che sarebbe finalizzato ad impedire alla nuova impresa «l’ingresso nel mercato».
Bip punta a rosicchiare una nicchia nel durissimo mondo delle tlc puntando tutto su prezzi molto competitivi, se non addirittura low cost. Secondo l’accusa, respinta seccamente al mittente, vista la difficoltà di creare dal nulla una propria rete, l’unico modo per arrivare a colpire l’attenzione dei consumatori resta quella dell’accesso alla distribuzione multimarca. Da qui in avanti, secondo Bip, sarebbero invece iniziati i problemi, e proprio questi distributori – che lavorano anche per gli altri operatori – avrebbero fatto un passo indietro rifiutando di prendersi in carico il nuovo prodotto.
Queste rinunce, stando al j’accuse di Bip, «sarebbero state indotte dalle pressioni esercitate
di comune accordo da Telecom, Vodafone e Wind nei confronti dei distributori con i quali Bip Mobile aveva già concluso o era in procinto di concludere, contratti di distribuzione dei propri prodotti». Negli atti portati sul tavolo dell’Antitrust ci sarebbero, tra l’altro, delle «minacce rivolte dai tre operatori ai dealer per dissuaderli dall’affiliazione con Bip». Ecco perché secondo il Garante per la Concorrenza, i comportamenti di Telecom, Vodafone e Wind potrebbero essere finalizzati «ad ostacolare l’accesso al mercato di un operatore potenzialmente molto concorrenziale».
Dal fronte opposto però tutti gli accusati respingono le accuse. Wind, Vodafone e Telecom,
escludono con forza «la possibilità che possa esserci un qualunque tipo di intesa», che punti ad escludere il nuovo soggetto dal mercato. Tra l’altro, ricordano le società, il settore vede da tempo la presenza di altri operatori virtuali sulla rete cellulare, da Poste Mobile a Coop, da Tiscali a Fastweb.

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