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L’Antitrust apre un varco a Unipol-FonSai

Le trattative possono proseguire purchè non determinino fatti irreversibili. Dopo aver incontrato tutte le parti coinvolte, l’Antitrust dovrebbe oggi inviare pubblicamente al mercato un cauto segnale distensivo su come Premafin, Unipol e Fonsai debbono interpretare il perentorio invito a sospendere la loro marcia di avvicinamento in attesa che si conclusa il suo scrutinio sull’operazione di concentrazione. È la conclusione di una giornata densa di incontri in cui i principali protagonisti dell’intricata vicenda finanziaria si sono trasferiti a Roma per avere indicazioni precise dalle diverse authority. La risposta principale si attendeva, appunto, dall’Antitrust che oggi dovrebbe diffondere un comunicato interpretativo del documento con cui venerdì scorso ha ufficialmente avviato la sua istruttoria.
In contropartita a una maggiore disponibilità l’autorità garante della concorrenza ha ottenuto già ieri i primi impegni concreti nella direzione che aveva auspicato. Nel colloquio con il presidente dell’Antitrust Giovanni Pitruzzella Unipol – ha riferito al termine l’amministratore delegato Carlo Cimbri – si è detta disponibile a cedere «uno o più brand facenti parte del gruppo Fondiaria-Milano Assicurazione». E Alberto Nagel, l’Ad di Mediobanca che ha incontrato subito dopo i vertici dell’authority, ha assicurato che l’istituto è pronto a «sterilizzare e vendere nei tempi convenuti» ogni partecipazione in Fonsai o Unipol dovesse scaturire dalla ricapitalizzazione delle due società (Piazzetta Cuccia guida i consorzi di garanzia nelle due operazioni).
Anche il direttore generale di Fonsai Piergiorgio Peluso ha visto Pitruzzella e nel pomeriggio la società ha inviato una lettera all’authority in cui si impegna a sospendere il negoziato in corso con Unipol sul futuro piano industriale (al fine di non pregiudicare le possibili richieste della commissione) chiedendo però di poter proseguire i negoziati per determinare, se non i concambi finali, almeno il contributo economico che ciascuna società coinvolta darà alla entità post fusione. Un simile “stop and go” è necessario, a suoi occhi, per evitare che eventuali tagli al suo portafoglio imposti dall’autorità garante possano influire a suo svantaggio nei rapporti finali di concambio con Unipol. È una delle complessità della situazione. L’altra è relativa alla difficile partita in corso tra Premafin e le sue banche creditrici – vedi articolo nella stessa pagina – anch’essa indotta dall’iniziativa dell’Antitrust.
E assai delicata è anche la posizione dell’Isvap. Il regulator assicurativo, che ieri ha incontrato i vertici di Fonsai, ha ribadito la sua richiesta di eseguire in fretta il progettato aumento di capitale da 1,1 miliardi. L’urgenza si giustifica con le carenze patrimoniali del gruppo assicurativo che i pur positivi risultati attesi nel primo trimestre (un avanzo stimato tra 40 e 50 milioni) non risolvono strutturalmente. Il presidente Giancarlo Giannini ha ribadito che l’unico progetto sul tappeto, per ora, è quello con Unipol. Operazioni concorrenti dovrebbero essergli presentate, motivate (sul piano finanziario e industriale) e ricevere il suo via libera. Finora nulla di tutto questo si è manifestato. Quindi per il momento, dal suo punto di vista, il fallimento dell’integrazione con Unipol aprirebbe soltanto la strada al commissariamento della Fonsai. Sulla tabella di marcia, in fondo, anche l’Isvap può influire. Entro i primi giorni di giugno dovrebbe ricevere il responso preliminare dell’Antitrust e se non impiegasse per il suo parere tutti i 30 giorni che le regole gli consentono, forse il giudizio finale del garante del mercato potrebbe giungere anche a fine giugno o nei primi giorni del mese successivo.

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