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L’antiriciclaggio va al restyling

Al via il riordino delle sanzioni antiriciclaggio. Allo studio per evitare le sanzioni penali ai professionisti la possibilità di dotarsi di un codice di autoregolamentazione la cui applicazioni funzioni come una sorta di salvacondotto. Sono queste alcune delle ipotesi di lavoro emerse dall’incontro al ministero dell’economia sulla riforma delle sanzioni in materia di antiriciclaggio.

Si è riunito , infatti, martedì il tavolo tecnico voluto dal sottosegretario al ministero delle economia Enrico Zanetti per fare il punto sullepossibile modifiche alla disciplina sanzionatoria per professionisti e intermediari finanziari (si veda ItaliaOggi del 26/8/2014). Al primo incontro, hanno partecipato rappresentanti della Guardia di finanza, dell’Unità di informazione finanziaria (Uif) del ministero dell’economia e del ministero della giustizia.

L’incontro è servito per mettere a fuoco i possibili interventi normativi che portino a una sostanziale modifica dell’apparato sanzionatorio contenuto nel decreto legislativo 231/2007. Il primo veicolo normativo utile individuato è quello della comunitaria, quando sarà possibile recepire anche la IV direttiva antiriciclaggio. Tempi quindi non strettissimi.

Secondo quanto risulta a ItaliaOggi, le modifiche vanno nella direzione già indicata dalla commissione Greco la scorsa estate.

Si interverrà sugli articoli 55 e seguenti della legge 231/2007 puntando a una depenalizzazione per il reato di omessa registrazione rimodulando la fattispecie e riformulando le snazioni amministrative con una maggiore proporzionalità degli importi.

In particolare si interverrà nella direzione di alleggerire la fattispecie dell’omessa registrazione lasciando l’antigiuridicità nel caso di falso o di comportamenti fraudolenti.

Al prossimo incontro saranno coinvolti anche i professionisti per mettere a punto una riforma che sia condivisa con gli operatori dell’antiriciclaggio. Anche su questo punto però c’è il problema di trovare un veicolo normativo in quanto non esiste una disciplina normativa secondaria che possa modulare meglio l’apparato sanzionatorio.

L’ipotesi allo studio potrebbe essere quella di estendere alle categorie professionali la strada delle linee guida. Attualmente solo il consiglio nazionale del notariato ha approvato le linee guida in materia di antiriciclaggio certificate dal Csf (comitato di sicurezza finanziaria) con la principale conseguenza che per i notai che osservino questo codice di autoregolamentazione non si configura, in caso di rilievo il dolo e quindi non si entra nel territorio delle sanzioni penali.

La direzione dunque dovrebbe essere quella di invitare anche gli altri professionisti a dotarsi di un proprio codice di regolamentazione approvato dal Csf che funzioni come una sorta di modello organizzativo di controllo ai fini antiriciclaggio.

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