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Per l’antiriciclaggio arriva il decalogo del Notariato

Il Consiglio nazionale del notariato, primo tra gli Ordini professionali, mette nero su bianco dieci regole tecniche destinate a supportare i propri iscritti nella corretta implementazione delle procedure antiriciclaggio. La recente riforma attuata con il Dlgs 90/2017, di recepimento della IV direttiva antiriciclaggio, ha delegato agli organismi di autoregolamentazione il compito di elaborare e adottare, previo parere del Comitato di sicurezza finanziaria, delle regole tecniche finalizzate a rendere meno astratta la norma primaria adeguandola alle specificità di ciascuna categoria di obbligati.
In questo solco, le commissioni di studio del Cnn hanno delineato dal punto di vista strettamente operativo i confini dei nuovi obblighi anti money laundering escludendo dal novero delle operazioni che fanno sorgere gli obblighi di adeguata verifica della clientela tutti i negozi di natura non patrimoniale, come gli atti mortis causa, le convenzioni matrimoniali, gli inventari in generale, la levata del protesto. Resterebbero, invece, compresi nell’adeguata verifica tutti gli atti a contenuto patrimoniale, senza limiti di importo, visto che la riforma non prevede più che la prestazione professionale abbia ad oggetto mezzi di pagamento, beni o utilità di valore pari o superiore a 15mila euro. Il Notariato chiarisce anche tempi e contenuti di tali obblighi mettendo a confronto il regime vigente con quello ante riforma.
Apposite regole tecniche prendono poi in considerazione gli obblighi di conservazione e registrazione ribadendo l’equivalenza della conservazione informatica rispetto alla conservazione cartacea. Di indubbio interesse è la lettura interpretativa che il Notariato fornisce dei nuovi criteri di identificazione del titolare effettivo, segnalando criticità (come ad esempio la mancata definizione dei criteri per la determinazione del titolare effettivo nel caso di trust) ma anche individuando possibili soluzioni. Si auspica che la promulgazione dell’articolato tecnico da parte del Cnn possa stimolare analoghe iniziative da parte degli altri ordini professionali in quanto, anche a fronte dell’inasprimento del quadro sanzionatorio operato dalla riforma, resta forte l’esigenza di dare agli iscritti indicazioni chiare e puntuali circa gli obblighi da adempiere spesso non sufficientemente specificati dalla norma primaria.

Valerio Vallefuoco

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