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L’antievasione cerca il cambio di passo

A quasi un anno dal blitz di Cortina e dalla manovra salva-Italia, le nuove armi antievasione non sono ancora pronte. L’azione di contrasto delle Entrate e della Guardia di finanza ha sicuramente messo sotto pressione il sommerso, ma l’attuazione degli strumenti previsti dalla legge è in ritardo. Dalla comunicazione dei movimenti bancari, agli incentivi per i contribuenti che inviano tutta la contabilità all’amministrazione finanziaria.
Ecco perché la lotta all’evasione cerca un cambio di passo già a partire dagli ultimi mesi di quest’anno. Nei prossimi giorni le Entrate metteranno a disposizione il «Redditest», un software che in qualche modo anticipa il nuovo redditometro e che potrà essere usato dai contribuenti per capire se il reddito che intendono dichiarare al fisco è in linea o no con il loro tenore di vita. Sarebbe dovuto arrivare in tempo per la compilazione della dichiarazione dei redditi, ma la fase di sperimentazione con le categorie produttive e professionali ha reso necessari altri ritocchi.
Oltre al redditometro, l’incrocio tra spese e imponibile dichiarato al fisco “aspetta” anche un altro elemento: gli elenchi con gli acquisti oltre 3.600 euro effettuati nella seconda metà del 2011 con moneta elettronica. In questo caso, comunque, lo strumento è già operativo, ma è stata solamente spostata in avanti – dallo scorso 15 ottobre al 31 gennaio 2013 – la scadenza per l’invio della comunicazione da parte degli intermediari finanziari.
Entro la fine del 2012, il fisco punta a chiudere anche un’altra partita fondamentale: quella della comunicazione dei movimenti bancari, vera killer application contro l’evasione prevista dal salva-Italia. La bozza di provvedimento era già pronta in primavera, ma poi i rilievi avanzati dal Garante della privacy hanno imposto un approfondimento tecnico, anche per blindare la rete telematica su cui viaggeranno i pacchetti di dati (pacchetti molto corposi, perché conterranno i saldi finali e iniziali, oltre alla sintesi delle movimentazioni). Il lavoro, comunque, sta andando avanti e il direttore delle Entrate, Attilio Befera, ha anticipato che l’infrastruttura informatica sarà pronta a breve.
Dal 1° gennaio dell’anno prossimo potrebbe partire un sistema di incentivi e semplificazioni per i contribuenti che inviano tutta la contabilità al fisco. Lo prevedeva sempre il salva-Italia, ma le istruzioni non sono ancora pronte. D’altra parte, la platea dei potenziali interessati è così vasta – fino a 3,6 milioni di soggetti – e le variabili tecniche così complicate, che non esistono facili scorciatoie.
I provvedimenti ancora in attesa di piena attuazione non arrivano solo dal decreto salva-Italia, ma anche dalle manovre del Governo Berlusconi. È il caso della comunicazione sui beni d’impresa concessi ai soci, voluta dall’allora ministro Giulio Tremonti per contrastare le intestazioni fittizie, come ad esempio quelle di auto di lusso.
Anche in questo caso, le complicazioni operative della norma – che non si fermano solo al monitoraggio, ma riguardano anche la tassazione delle imprese e dei soci – hanno portato a un doppio rinvio. Se ne riparlerà ad aprile 2013, e da qui ad allora bisognerà appianare molti ostacoli segnalati dai professionisti: dalla compilazione dei modelli ai dati da catalogare.
Un dossier che il Governo vuole chiudere in fretta è quello dell’accordo con la Svizzera per la tassazione dei capitali conservati dai contribuenti italiani nei caveau elvetici. Un campo in cui Germania e Regno Unito hanno fatto da battistrada, con le intese già siglate con Berna. «Prima si fa, meglio è», ha detto il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, pochi giorni fa. I tavoli tecnici sono proseguiti per tutto il mese di ottobre e continueranno nelle prossime settimane, con l’obiettivo di chiudere il negoziato entro la fine della legislatura.
Lo scopo dell’accordo con la Svizzera è recuperare gettito in modo duraturo, ma lo stesso si può dire di tutti gli altri strumenti ancora in stand-by. Con la consapevolezza, però, che contro il “nero totale” non c’è comunicazione di dati bancari che tenga: per intercettare le somme intascate in contanti e mai depositate né dichiarate, servono i controlli sul campo.

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