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L’anno di svolta di Cassa depositi «I piani per export, Ilva e Atlante»

La Cassa depositi e prestiti è disponibile a crescere in Atlante e solo così intende intervenire nelle banche. No ad acquisizioni dirette nel Monte dei Paschi, insomma. Potrà inoltre entrare nell’Ilva, attraverso AcciaItalia, con altri soci, oltre a Del Vecchio e Arvedi, senza escludere un ritorno dei turchi di Erdemir. Prevede di chiudere l’anno con conti migliori del 2015. E investirà nelle ferrovie private, nelle luci a led per le strade, nelle carceri. Ieri Claudio Costamagna, presidente, e Fabio Gallia, amministratore delegato, hanno raccontato un anno di attività (insediati il 13 luglio 2015) e i progetti da «istituto nazionale di promozione».

«Lavoriamo su operazioni di mercato, dove il mercato non arriva — ha detto Gallia —. Cerchiamo ritorni positivi senza alterare il profilo di rischio. Abbiamo detto vari no». E sulle banche: «Il nostro intervento è attraverso Atlante. Abbiamo il 12%. Continueremo così. Non possiamo e non vogliamo diventare una banca. C’è il rischio degli aiuti di Stato e delle “manette” di Basilea 3».

«Mps non ci interessa — ha precisato Costamagna — . Se prendessimo una partecipazione significativa in una banca diventeremmo un gruppo bancario. Siamo disponibili ad aumentare l’investimento in Atlante». Atlante 2, il fondo per i crediti deteriorati, nascerebbe con questi presupposti. Sotto Atlante 1.

Stesso ragionamento sull’Ilva, partita che finirà entro l’anno. «Abbiamo chiuso il primo tempo, ci sono ancora i supplementari e i calci di rigore — ha detto Gallia —. Ci siamo fatti due domande: se si può salvare e se è utile al Paese. La risposta è sì. Siamo la seconda manifattura d’Europa, il pericolo di non avere una dorsale siderurgica è reale. Stiamo comprando l’acciaio al minimo storico, interveniamo nell’Ilva perché pensiamo si possano fare soldi. Erdemir non è esclusa e anzi, possiamo attrarre altri soci».

Cassa ha chiuso il 2015 con una perdita di gruppo di 859 milioni (effetto Eni), ma con un utile di Cdp spa di 893 milioni: «Ciò che conta», per Costamagna. È in calo del 59% dal 2014, ma è ritenuto un buon risultato vista la congiuntura di tassi bassi e incognita petrolio. «Nonostante lo scenario difficile, da un punto di vista economico e patrimoniale siamo sopra gli obiettivi del piano industriale — ha detto Gallia —. Prevediamo di chiudere il 2016 con un utile maggiore. Abbiamo un rapporto fra costi e ricavi ( cost-income ratio ) inferiore al 10%. E i ricavi sono ricorrenti: da quando siamo entrati non abbiamo venduto un solo titolo di Stato». Per il 2016 sono previsti impieghi per 17 miliardi, di cui 11 gia erogati.

Il trasferimento in corso del 35% di Poste è parte del rafforzamento patrimoniale, con dividendi attesi«per 200 milioni dal 2017», ha detto Gallia che ha annunciato sul polo export: «Il 30 settembre Simest sarà conferita a Sace, parte lo sportello unico per le imprese».

Positivo il giudizio su Saipem (al 12,5% di Cdp Equity): «Siamo tranquillissimi, operazione di lungo termine, Cao è il manager giusto. Con la risalita del petrolio potrà essere un ottimo investimento. Siamo in perdita virtuale di 370 milioni, ma se non fosse stata scorporata avremmo probabilmente perso 390 milioni di cedole dall’Eni, costretta a tagliarle per non scendere di rating». E su Italgas staccata da Snam: «Concentrata sul retail potrà avviare le aste e altri business». Fra le altre mosse dei 12 mesi c’è il Fondo di turnaround: ha raccolto 700-800 milioni su un miliardo d’obiettivo. Mentre Fsi sgr è a quota 1,4-1,5 miliardi su due. Centrale poi l’accordo fra Metroweb ed Enel Open Fiber per la banda ultra-larga. Cdp Equity avrà il 50% delle newco, Enel il 50% e a valle potrà entrare F2i.

Prossimi investimenti: 300 milioni nel venture capital; 5 miliardi nelle Rosco (Rolling stock operating company), società ferroviarie private che affittino treni alle Regioni; tre miliardi nei led per le strade. E 450 milioni per nuove carceri, con vendita di San Vittore e Regina Coeli: «Abbiamo la fila d’investitori», ha detto Gallia.

Alessandra Puato

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